Sara Curtis e il centesimo che fa male, sfuma l’argento ma il bronzo è storico: “Sono morta”
Sara Curtis s'è andata a prendere la medaglia che voleva a tutti i costi. Ai Campionati Europei di Parigi ha conquistato un bronzo pesante con un tempo di 52″72 che le lascia un po' d'amaro in bocca per aver perso l'argento per un centesimo, alle spalle dell'olandese Milou van Wijk e di Marrit Steenbergen (oro). Ma il risultato più importante e sicuramente storico per il nuoto italiano è quello scritto in sovrimpressione in vasca accanto al nome e alla bandiera nazionale della 19enne di Savigliano (Cuneo): podio e prima azzurra a ottenere un terzo posto nella specialità in una rassegna continentale. Come si fa a non essere felice? Lo è, lo dice con quel poco di fiato che le resta dopo aver gettato il cuore assieme alle braccia oltre all'ostacolo di avversarie fortissime. "Non ne ho più… sono morta… a pezzi. Per me questa medaglia vale come un oro perché ho dato veramente tutto", dice con un filo di voce subito dopo la gara. È contenta ma non nasconde quel filo di amarezza che leggi nello sguardo dell'atleta che vuole migliorarsi sempre.
A un centesimo dall'argento ma Curtis ha scritto la storia
Curtis non è riuscita a migliorare di appena tre centesimi il suo record italiano di 52.69, che aveva stabilito al Settecolli di Roma a fine giugno ma è riuscita a nuotare ancora una volta al di sotto dei 53 secondi. Un dato che conferma le qualità e i progressi della nuotatrice che s'è aggrappata alla forza di volontà nel momento decisivo. "Ho visto quella davanti a me e mi sono detta: non esiste proprio che arrivo quarta", ecco perché il 52″72 finale non racconta solo una prestazione di grande livello ma un esito che il nuoto femminile tricolore attendeva da tempo. "Sono veramente contenta perché prendere questa medaglia è importantissimo per me, per la mia crescita, per la mia famiglia e soprattutto per me è un riscatto", ha aggiunto con un filo di voce e piegata in due per lo sforzo.
Nessuna azzurra era mai salita sul podio europeo dei 100 stile libero
La medaglia di Curtis ha spezzato un tabù e le parole pronunciate tra la fatica evidente e un'emozione palpabile sono la riprova di quanto abbia sentito questo risultato. La consapevolezza di aver fatto qualcosa di speciale addolcisce anche quell'argento sfuggito per un'inezia, una bracciata, una gestione e un passaggio non perfetti. "Ho scritto una pagina importante per me e per la storia del nuoto italiano".
Il rammarico, però, fa capolino al termine di una prova da applausi. "Volevo fare questo, evidentemente. Probabilmente ho patito un po' di più il passaggio, anche se era un decimo più lento, ma volevo assolutamente non passare più piano". Il passaggio e, soprattutto, l'arrivo sono i dettagli ai quali sa già di dover dedicare maggior cura negli allenamenti. È a un passo dalla perfezione, sa che può arrivarci e può ambire anche a infilare al collo il metallo più prezioso.
"Forse speravo di fare leggermente meglio alla fine. Per un centesimo ho perso la medaglia d'argento, ma va benissimo così Questo mi spinge a lavorare meglio".