Benedetta Pilato ora può dirlo: “A Singapore è successo un pastrocchio. Ho temuto il peggio”

"È successo un pastrocchio ma quella lezione mi ha cambiata". È così che Benedetta Pilato parla dell'episodio accaduto all'aeroporto di Singapore ad agosto scorso, quando assieme a Chiara Tarantino si cacciò nei guai per aver sottratto piccoli astucci di prodotti cosmetici in un duty-free all'interno dello scalo. "È stata una bravata, una cosa fatta in un momento di stupidità e di cui mi pento nel profondo", ha aggiunto parlando di quei momenti brutti e imbarazzanti e delle conseguenze di quel gesto fatto con assoluta leggerezza. Una ragazzata, un atto di superficialità dal quale riuscì a trarsi d'impaccio grazie anche all'intervento dell'ambasciata italiana. L'epilogo peggiore possibile dopo i campionati mondiali di vasca corta dove aveva conquistato un bronzo nei 50 rana e la vacanza a Bali che s'era concessa per staccare un po' e rilassarsi.
La lezione appresa da quella brutta storia: "No ho imparata una enorme"
Le conseguenze mediatiche di quel comportamento e la punizione inflittale successivamente dalla federazione di nuoto (squalifica di tre mesi) la investirono come un ciclone. "Eravamo euforiche per le gare, stanche dopo giorni intensi, e non ho pensato alle conseguenze – le parole della ventenne nuotatrice tarantina durante il podcast VIVAVOCE -. Sono finita in una situazione più grande di me e che, per fortuna, si è risolta in breve tempo grazie a persone che mi hanno aiutato. E per questo sono stata grata e ho chiesto sinceramente scusa. Ma da lì ho imparato una lezione enorme: la responsabilità va oltre la piscina".

Anche inciampando si fa un passo in avanti, dice oggi che può parlare di quella disavventura che le è costata (anche) la partecipazione agli Europei di Lublin. "Quei tre mesi di stop sono stati duri ma necessari. Ho riflettuto su chi sono e su cosa voglio essere. Non solo come atleta, ma come persona. È stata dura per me e la mia famiglia".
La paura e il timore: "Ho pianto pensando che stavo rovinando tutto"
Nonostante lo scandalo scoppiato, il podio e la medaglia a Singapore sono un ottimo risultato per Pilato. Peccato che l'attenzione mediatica sia stata interamente catturata solo da quello spiacevole incidente extra-sportivo dal quale la nuotatrice è rimasta molto provata, non solo per la paura del momento ma anche per il timore che potesse compromettere la sua carriera sportiva. "Ho dato tutto in acqua, ma fuori ho commesso un errore che poteva costarmi caro. E ho pianto tanto pensando che stavo rovinando tutto".
La sospensione di tre mesi, il silenzio assoluto, l'opportunità di guardarsi dentro e ritrovarsi. Pilato ha messo in fila tutte queste cose. "Mi serviva questo periodo di silenzio – ha concluso – ho sbagliato ma i commenti delle persone mi hanno toccato. Ora guardo avanti: l'obiettivo è Tokyo 2028". Ma con più maturità.