Yamaha abbandona anticipatamente i test della MotoGP a Sepang: imbarazzo ai box

A Sepang va in scena il punto più delicato del nuovo corso Yamaha: la casa di Iwata ha fermato precauzionalmente tutte le M1 con motore V4, sospendendo di fatto la sua partecipazione alla seconda giornata di test della MotoGP 2026. Una decisione maturata dopo un inconveniente tecnico emerso nel pomeriggio di martedì sulla moto di Fabio Quartararo, rientrato in pista dopo la caduta e prima della diagnosi della frattura al dito.
Risultato: box chiusi, atmosfera pesante e piloti costretti all'attesa. Alex Rins, Jack Miller, Toprak Razgatlioglu, Augusto Fernandez e Andrea Dovizioso sono rimasti a braccia conserte, impossibilitati a girare mentre il resto della griglia continuava il lavoro.

Quartararo, interpellato sul problema accusato nel suo rientro, aveva inizialmente spiegato: "Abbiamo avuto un problema con l'elettronica", aggiungendo poi che "per quanto ne so, non era il motore". Ma le verifiche successive hanno indirizzato l'attenzione proprio verso il nuovo V4, facendo scattare l'allarme su sicurezza e affidabilità.
La prudenza e il colpo all'immagine: Yamaha non rischia, ma il progetto V4 trema
Yamaha non ha provato a minimizzare: lo stop è totale, e arriva per evitare qualsiasi rischio in pista. La stessa squadra lo ha fatto capire con una linea chiara: "Il team sta ancora indagando sul problema tecnico di ieri". E ancora: "A scopo precauzionale, e fino al completamento di tutti i controlli, il test è temporaneamente sospeso. Contiamo di riprendere il prima possibile".

In parallelo, il team manager Massimo Meregalli ha fotografato la situazione con parole nette, che spiegano il motivo della serrata: "È una questione di sicurezza. Una volta compresa l'origine, torneremo a intervenire, oggi o domani. Stiamo aspettando il via libera".
Scelta lodevole sul piano della responsabilità, ma difficile da digerire sul piano dell'immagine: in un test che dovrebbe segnare il rilancio, Yamaha si ritrova invece ferma, con l'impressione di un passo indietro. Per molti, è un brutto colpo per il progetto YZR-M1 V4, il punto più basso dal 2018 ad oggi a livello di percezione esterna.

Perché questo stop pesa (e cosa può salvare Yamaha nei prossimi giorni)
Il motore V4 nasce per colmare il gap con gli altri costruttori, soprattutto in velocità sul dritto, uno dei talloni d'Achille degli ultimi anni Yamaha. Ma l'episodio di Sepang riporta alla luce tutte le difficolta di un passaggio tecnico radicale: non basta "andare forte", serve prima di tutto fiducia nel pacchetto, giri, dati, continuità.
L'unico appiglio, in questa fase, è regolamentare: Yamaha infatti rientra nelle Concessioni (Rank D) e potrà recuperare con test liberi extra. Una magra consolazione se, come non è escluso, la trasferta di Sepang dovesse chiudersi anzitempo: quando la concorrenza macina chilometri, restare fermi fa rumore. E in questo momento, a Iwata, il rumore e quello dell'imbarazzo ai box.