Un video svela perché Marquez e Bagnaia sono finiti dai Commissari al Mugello: il motivo è surreale

Un video svela l'epilogo della gara del GP d'Italia della MotoGP 2025 rivelando cosa è successo in Direzione Gara nel momento in cui i due piloti Ducati Marc Marquez e Francesco Bagnaia a fine corsa hanno risposto alla convocazione da parte dei Commissari.
Lo spagnolo è tornato a vincere al Mugello dopo undici anni, conquistando una gara che in passato gli aveva sempre riservato più spine che rose. Un successo netto, ottenuto dopo una lunga e spettacolare battaglia con il compagno di squadra italiano (che ha tenuto con il fiato sospeso anche l'attore Keanu Reeves che assisteva alla corsa dal box Ducati), che nella fase iniziale ha cercato con insistenza la testa della corsa per gestire al meglio il consumo gomme sfruttando l'aria pulita (cosa non riuscita che poi ha pagato nel finale perdendo anche la terza posizione in favore di Di Giannantonio).

I primi sette giri sono stati un continuo botta e risposta tra i due, con sorpassi e incroci di traiettorie, specialmente alla curva Luco. Un duello duro ma corretto, se si esclude un contatto leggero in uscita dalla Borgo San Lorenzo: la gomma anteriore di Bagnaia ha sfiorato la posteriore di Marquez, che nel tratto precedente alla Materassi aveva scelto di sacrificare l'accelerazione in favore della traiettoria ideale.
Tutto regolare in pista, ma non per la Direzione Gara, che ha convocato prima Marquez, poi anche Bagnaia, e infine nuovamente il pilota spagnolo. Il secondo richiamo è stato motivato, a quanto pare, da alcune osservazioni avanzate da Simon Crafar, ex pilota oggi a capo del panel di commissari FIM.

La scena è stata immortalata in un video pubblicato sul sito ufficiale della MotoGP, con Marquez visibilmente infastidito al termine del colloquio. Ma le sue parole pubbliche, affidate ai microfoni di Sky Sport MotoGP, sono state più concilianti: "La MotoGP è così, a Crafar piace parlare con i piloti, ma devo dire che è un approccio corretto, non si va in Direzione Gara solo per essere penalizzati, ma anche per discutere e confrontarsi".

Più surreale, invece, lo scambio di battute successivo con alcuni membri del team Gresini e Ducati. Quando Michele Masini gli ha chiesto perché fosse stato convocato, Marquez ha risposto con un secco: "Non lo so" cercando poi di sviare il discorso evidentemente per non dare più informazioni del dovuto al suo ex team manager e, soprattutto, attuale team manager di suo fratello Alex che ad oggi è il suo unico vero rivale, date le difficoltà di Bagnaia, per la conquista del titolo iridato.

Ancora più discutibile la ricostruzione fatta dallo spagnolo parlando con il suo capotecnico Marco Rigamonti e un altro uomo Ducati. "Mi hanno detto che quando uno sorpassa deve andare un po' largo per lasciare spazio per un incrocio", ha raccontato Marquez, sintetizzando quella che sembra essere stata la surreale richiesta dei commissari. Replica secca del numero 93: "Se io entro in curva con un certo angolo devo fermare la moto per fare la mia traiettoria".
In sostanza, Marquez è stato quasi rimproverato per non aver agevolato il controsorpasso di Bagnaia, pur avendo pieno diritto alla traiettoria. Un'interpretazione delle dinamiche di gara che lascia più di una perplessità.
Chi è davanti, infatti, ha diritto di traiettoria. Lo prevede chiaramente il regolamento. Chi insegue, semmai, ha il dovere di evitare il contatto. Nel caso del Mugello, nessuna manovra scorretta da parte di Marquez, ma una chiamata in Direzione Gara che ha fatto rumore. E che, per come si è sviluppata, lascia spazio a un solo commento: surreale.