Tardozzi smaschera i piloti MotoGP sul Qatar: “C’è chi dice cose forti, poi davanti all’organizzatore stanno zitti”
La tensione per il GP del Qatar continua a salire nel paddock della MotoGP. E stavolta a far esplodere la polemica è Davide Tardozzi, che accusa apertamente alcuni piloti di aver cambiato atteggiamento davanti agli organizzatori dopo aver espresso in privato posizioni durissime sulla trasferta a Losail. Il team manager Ducati si è sfogato ai microfoni di Sky durante il weekend australiano, prendendo le difese di Marc Marquez, finito al centro delle critiche per le sue perplessità sulla sicurezza della gara in Medio Oriente.
"Tanti piloti fuori esprimono delle opinioni molto, ma molto più decise di quella di Marc, poi quando si arriva in un'assemblea davanti all'organizzatore stanno zitti", ha denunciato Tardozzi. E poi ha rincarato la dose: "Ci sono stati molti altri che hanno detto cose peggiori, ma non hanno poi avuto il coraggio di ripeterle davanti all'organizzatore. Questo mi infastidisce".

Tardozzi difende Marquez e attacca i colleghi: cosa è successo nella riunione sul Qatar
Le parole del dirigente Ducati arrivano dopo quanto accaduto giovedì a Phillip Island. Come raccontato da Fanpage.it, i piloti della MotoGP si erano riuniti lontano dagli organizzatori per discutere dell'opportunità di correre in Qatar, nonostante le tensioni militari in Medio Oriente. Almeno due terzi dei presenti avevano votato contro la trasferta, chiedendo poi alla MotoGP garanzie precise sulla sicurezza.
Durante la successiva Safety Commission, i piloti avevano sollecitato un piano di evacuazione del paddock, la copertura delle spese in caso di chiusura dello spazio aereo e soluzioni per il rimpatrio qualora il conflitto dovesse aggravarsi.
È proprio la differenza tra quanto sarebbe stato detto lontano dai vertici del campionato e quanto emerso nel confronto ufficiale ad aver fatto infuriare Tardozzi.
Secondo il team manager, Marquez è stato tra i pochi a esporsi apertamente, finendo per rappresentare anche colleghi che avevano espresso preoccupazioni persino maggiori. Tardozzi, però, non ha fatto nomi e non ha indicato quali piloti avrebbero cambiato posizione.

"Marc non ha mai detto che non vuole andare": la precisazione di Tardozzi
Il dirigente Ducati ha voluto soprattutto smentire una ricostruzione circolata durante il weekend australiano: quella secondo cui Marquez avrebbe annunciato di non voler correre in Qatar.
"Marc ha chiesto, come tanti altri, di avere un piano di sicurezza a livello organizzativo, né più né meno. Non ha detto ‘Non voglio andare'", ha precisato Tardozzi. E ha aggiunto un dettaglio: "C'è stato chi ha detto che non andava, poi davanti all'organizzatore non l'ha detto più".
Per il team manager, quindi, il problema non è la posizione del nove volte campione del mondo, ma il comportamento di chi avrebbe lasciato al pilota più carismatico del paddock il compito di esprimere preoccupazioni condivise, senza assumersi pubblicamente la stessa responsabilità.

Il nodo dei contratti: perché saranno decisive anche le squadre
Dietro le tensioni c'è una questione che va oltre le semplici dichiarazioni dei piloti. Lo stesso Tardozzi ha ricordato che il rapporto contrattuale con l'organizzatore del campionato riguarda le squadre, mentre i piloti sono legati ai rispettivi team.
Questo significa che un eventuale rifiuto di partecipare alla gara non coinvolgerebbe soltanto MotoGP e piloti, ma anche le scuderie, chiamate a confrontarsi con le richieste dei propri uomini e con gli impegni assunti verso il campionato.
Il GP del Qatar resta in calendario dal 6 all'8 novembre, con la gara prevista domenica 8. Per il momento non è stato annunciato alcun annullamento. Ma le preoccupazioni sulla sicurezza e le divisioni emerse tra i piloti continuano a pesare su una trasferta che si avvicina rapidamente.