Bagnaia a Motegi: “Al massimo posso fare settimo”. Torna la gomma che mandò in crisi la Ducati
Un anno fa Pecco Bagnaia a Motegi fece pole position, vinse la Sprint e dominò il GP del Giappone. Dodici mesi dopo torna sulla stessa pista con un obiettivo decisamente diverso: "Realisticamente possiamo lottare per la top 7". Nel frattempo sono cambiate molte cose, a cominciare dall'asfalto del circuito giapponese e dalle gomme portate dalla Michelin. Tra quelle disponibili nel weekend ce n'è anche una che la Ducati conosce fin troppo bene: la posteriore dura con carcassa rinforzata già utilizzata in Austria, dove le Desmosedici avevano sofferto particolarmente la mancanza di grip.
Questo non significa che il piemontese sarà costretto a utilizzarla. Anzi, soft e media posteriori hanno una costruzione standard e la dura rinforzata rappresenta una delle tre possibilità messe a disposizione dal fornitore unico per affrontare l'incognita del nuovo asfalto. Ma il suo ritorno nell'allocazione riporta a Motegi un problema che aveva già complicato il weekend della Ducati al Red Bull Ring. E arriva proprio mentre Pecco continua a indicare nel grip al posteriore uno dei limiti che gli impediscono di guidare la moto come vorrebbe.
Bagnaia non pensa di poter ripetere il dominio dello scorso anno a Motegi
I ricordi di Bagnaia in Giappone raccontano una situazione quasi opposta. Nel 2025 a Motegi aveva ritrovato per un weekend la Ducati che cercava: pole position, vittoria nella Sprint e successo nella gara lunga. Soprattutto, aveva ritrovato il proprio modo di guidare.
"Avevo sensazioni fantastiche. Guidavo al 100% e guidavo a modo mio. Come Frank Sinatra", ha ricordato alla vigilia del GP. Quando gli hanno chiesto se sia possibile ritrovare quelle sensazioni, la risposta è stata molto meno allegra: "È difficile. Sono più o meno due stagioni che ci stiamo provando".
Per questo il tre volte iridato evita di usare il successo dello scorso anno come riferimento per ciò che potrà fare nel weekend: "Ogni stagione è diversa, quindi non ho aspettative. La realtà è che dobbiamo concentrarci e l'obiettivo, realisticamente, è lottare per la top 7".
Un settimo posto come obiettivo sulla pista dove un anno fa aveva vinto tutto dà la misura del momento che sta attraversando. Il 29enne di Chivasso arriva in Giappone senza aver ancora vinto un GP nel 2026 e con un problema che torna continuamente nelle sue spiegazioni: la difficoltà a trovare abbastanza grip al posteriore per utilizzare la Ducati come faceva in passato.
A Motegi torna la carcassa rinforzata che aveva creato problemi alla Ducati in Austria
A rendere il weekend ancora più difficile da decifrare è stata la scelta della Michelin. Motegi è stato completamente riasfaltato e il fornitore francese non dispone di dati MotoGP sul nuovo manto. Piero Taramasso, responsabile Michelin per le competizioni a due ruote, ha ammesso che i riferimenti raccolti negli anni precedenti serviranno poco.
Per coprire il maggior numero possibile di scenari sono state quindi portate tre soluzioni anteriori e tre posteriori, invece delle due normalmente previste. Al posteriore Michelin ha aumentato il livello di rigidità rispetto al 2025. Soft e media mantengono la carcassa standard, mentre la dura utilizza la stessa carcassa rinforzata già proposta in Austria.
Ed è proprio quella che riaccende l'attenzione sulla Ducati. Al Red Bull Ring le Desmosedici avevano faticato a generare grip con quella costruzione più rigida. A Motegi la dura rinforzata è stata inserita soprattutto come copertura nel caso in cui il nuovo asfalto produca temperature e usura superiori alle attese. Non è quindi detto che diventi la gomma da gara e nessuno, prima delle prove, sa ancora se sarà realmente competitiva.
Il problema per Ducati esisterebbe soprattutto se la pista rendesse proprio quella specifica la scelta migliore o necessaria. In caso contrario Bagnaia e gli altri piloti avranno a disposizione le posteriori con costruzione standard.
E nel paddock c'è già chi spera di non doverla neppure prendere in considerazione. E non solo tra i piloti della casa di Borgo Panigale. Jack Miller, parlando della dura rinforzata, ha scherzato dicendo che se dovessero utilizzarla potrebbe direttamente "fare le valigie e tornare a casa". Luca Marini ha espresso una preferenza per la costruzione standard, lasciando aperta l'alternativa più rigida soltanto qualora il degrado lo rendesse davvero necessario.
Il nuovo asfalto potrebbe però aiutare proprio Bagnaia
C'è un elemento che impedisce di considerare il ritorno di quella gomma una condanna preventiva per la Ducati. Lo stesso asfalto che ha costretto Michelin a preparare un'allocazione così prudente potrebbe fornire a Bagnaia ciò che gli è mancato più spesso nel 2026, ossia il grip.
Il centauro piemontese lo ha spiegato chiaramente: "Il problema principale di questa stagione è proprio il grip dietro, quindi averne non sarebbe male". E quando gli hanno chiesto se il nuovo manto possa aiutarlo, non ha escluso che a Motegi la situazione possa essere migliore rispetto alle ultime gare.
È anche il motivo per cui i dati del dominio dello scorso anno servono relativamente. Alla domanda se sia possibile confrontare quanto accadrà questo weekend con il 2025, Pecco ha risposto semplicemente: "No, sfortunatamente no".
Fin dall'inizio del weekend Ducati dovrà quindi capire due cose quasi contemporaneamente: quanto grip offre davvero la pista di Motegi riasfaltata e quale delle nuove posteriori Michelin riesce a sfruttarlo meglio. Se soft o media con carcassa standard saranno sufficienti, il ritorno della specifica austriaca potrebbe restare soltanto un'opzione nel box. Se invece il nuovo asfalto dovesse spingere i piloti verso la dura rinforzata, per Bagnaia e i colleghi in sella ad una Desmosedici tornerebbe un problema già conosciuto.
Per ora Pecco tiene i piedi molto saldi per terra. Sulla pista della sua ultima vittoria in MotoGP, non parla di podio e tantomeno di un altro successo: mette il settimo posto come obiettivo realistico. Il primo verdetto arriverà quando la Ducati scoprirà quanto del vecchio Motegi è rimasto con il nuovo asfalto.