Ritira la sua Hyundai dalla concessionaria, il giorno dopo l’auto esplode 20 secondi dopo che ne era sceso

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La Hyundau Santa Fe di Jason Pelletier completamente distrutta dopo l'esplosione
Il canadese Jason Pellettier può fortunatamente raccontare come è sceso appena in tempo dal suo SUV Hyundai prima che esplodesse andando completamente distrutto. L’uomo aveva ritirato la vettura il giorno prima dalla concessionaria dopo una manutenzione, ora è in attesa di risposte dall’indagine in corso da parte della casa nordcoreana.

A Jason Pellettier è andata benissimo: visto come sono andate le cose, il poterle raccontare non era affatto scontato, tutt'altro. L'uomo è il preside di una scuola di Toronto e lo scorso giugno, mentre guidava la sua Hyundai Santa Fe del 2019 su una autostrada trafficata a nord della capitale dell'Ontario, è scampato per pochi secondi a una morte orribile. La vettura infatti ha preso fuoco all'improvviso, mentre motore e freni non funzionavano più. Pelletier ha visto le fiamme e il fumo nero uscire dal cofano, ha avuto appena il tempo di accostare a bordo strada e scendere dal SUV, prima che "in 20 secondi" una forte esplosione facesse saltare in aria la parte anteriore del veicolo, che aveva ritirato solo il giorno prima dalla concessionaria dove l'aveva portata per manutenzione.

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Il Suv in fiamme filmato dall'uomo dopo che era sceso appena in tempo per salvarsi

Il racconto di Jason Pelletier: cosa è successo dopo che ha ritirato la sua Hyundai Santa Fe dalla concessionaria

"Sono stato fortunato ad afferrare la mia borsa da lavoro con il computer portatile. Persino lo sportello non si apriva subito. Ho dovuto armeggiare un po' – ha poi spiegato Pelletier, corroborando il suo racconto con foto e video e aggiungendo cosa fosse successo nelle ore precedenti, quando aveva prelevato la sua Santa Fe presso la concessionaria Hyundai al centro di Toronto – Il responsabile dell'assistenza mi aveva detto che poteva esserci un leggero odore di olio, ma che era perfettamente normale".

Il motivo della visita in concessionaria era stato la sostituzione di una guarnizione del motore, un piccolo componente flessibile che impedisce perdite di olio, carburante o liquido di raffreddamento. Niente di trascendentale, così come quello che gli era stato detto aveva una sua coerenza. E invece la sua Hyundai già stava covando quello che sarebbe drammaticamente successo il giorno dopo. La sera stessa del ritiro della vettura, infatti, Pelletier aveva notato un odore di bruciato e del fumo, cosa che aveva segnalato alla concessionaria tramite messaggio. Tuttavia, non se n'era preoccupato più di tanto. Del resto, chi si sarebbe preoccupato dopo aver appena lasciato l'assistenza ufficiale della automobilistica.

Le cose hanno preso una piega da film horror la mattina dopo: mentre il preside si recava al lavoro, sul touchscreen della sua auto è apparso un messaggio che recitava: "È stato rilevato un potenziale problema con il sistema di controllo del motore. Si consiglia un controllo completo del sistema il prima possibile".

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Il messaggio ricevuto sul touchscreen della sua Hyundai da Pelletier

A quel punto l'uomo ha inviato un altro messaggio al responsabile dell'assistenza clienti della concessionaria Hyundai, che non aveva ancora risposto ai messaggi precedenti. Poco dopo, il motore ha preso fuoco e il SUV è esploso in pochi secondi. "È strano che un veicolo prenda fuoco da solo in autostrada ed esploda il giorno dopo la manutenzione", ha detto Pelletier.

Hyundai sta ancora indagando sull'incidente, insieme alla propria compagnia assicurativa e a una società di ingegneria

A distanza di tre mesi dall'incidente, Hyundai Canada ha dichiarato di stare ancora indagando su quanto avvenuto, insieme alla propria compagnia assicurativa e a una società di ingegneria. "La sicurezza è la massima priorità di Hyundai – ha fatto sapere la casa nordcoreana a ‘Radio Canada' – Siamo a conoscenza dell'incidente e stiamo attualmente indagando sulle circostanze che lo hanno causato. Poiché l'indagine è in corso, Hyundai non è in grado di fornire ulteriori dettagli al momento".

Tuttavia, Jason Pelletier è ancora in attesa dell'esito della vicenda. Intanto la sua compagnia assicurativa gli ha offerto circa 22mila dollari (poco più di 19mila euro), oltre a coprire le spese di noleggio di un'auto per un mese. Ma l'uomo stima di aver perso più di 5000 dollari in oggetti personali, tra cui cuffie AirPods , occhiali, abbigliamento sportivo e accessori per i suoi cani.

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Jason Pelletier è il preside di una scuola di Toronto

Il Suv di Pelletier già era stato richiamato da Hyundai: "Stanno giocando a dadi con la vita delle persone"

Nel 2020 il modello Santa Fe dell'uomo (prodotto l'anno prima) era stato equipaggiato – nell'ambito di un richiamo – con il sistema KSDS, una tecnologia fa uso di software innovativi e utilizza i sensori del motore già esistenti per monitorare costantemente i sintomi che potrebbero precedere un guasto al motore. La sua auto era stata poi riparata tre anni più tardi per un altro richiamo di sicurezza riguardante un componente che presentava un rischio di incendio anche a veicolo fermo e con il motore spento.

"Non richiamano il motore, non fanno riparazioni e sperano che nessuno muoia in un incidente. Ma ci sono andato maledettamente vicino. Ho l'impressione che stiano giocando a dadi con la vita delle persone – dice ora Pelletier – Non sto cercando di diventare milionario con questo. Voglio solo non trovarmi nella stessa situazione in cui ero quando ho consegnato loro le chiavi lunedì 8 giugno per riparare la mia auto. Mancavano pochi mesi alla fine dei pagamenti relativi a quell'auto. Mi aspettavo che mi durasse altri cinque anni". In attesa delle risposte da Hyundai, il canadese ha deciso di acquistare un nuovo SUV di un'altra marca.

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