Perché il GP di F1 in Canada è un incubo per i piloti: come un videogioco in cui non devi mai restare senza boost

Le monoposto del 2026 stanno rivoluzionando la Formula 1 con un sistema di propulsione ibrido, molto più elettrico. Il Circuito "Gilles Villeneuve" di Montreal in Canada potrebbe diventare il banco di prova più difficile della stagione per la gestione dell'energia. Il rischio e l'incubo peggiore per il Gran Premio di questo week-end? I piloti devono gestire l'energia come in un videogioco strategico: frenare forte per ricaricare, dosare l'elettrico nei rettilinei e non restare mai senza "boost" nei momenti importanti, quando serve davvero avere spinta e brillantezza nelle prestazioni.
In buona sostanza, non basta avere il motore più potente. Serve anche avere il pilota più bravo a calcolare/dosare ogni joule di energia a disposizione, bilanciare turbo e batteria della power unit per non rischiare "l'andamento lento" nei punti sbagliati alla luce dei limiti tecnici previsti per Montreal.

Le nuove regole 2026: più elettricità, meno "vecchio" motore
Dal 2026 le Power Unit (i motori) di Formula 1 funzionano quasi al 50% con il motore a combustione interna (ICE) e 50% con il sistema elettrico. Il propulsore (che recupera energia in frenata) è diventato molto più potente: passa da 120 kW a 350 kW (quasi 470 cavalli elettrici). La batteria può erogare molta più potenza, ma ha una capacità limitata a circa 4 MJ di energia utilizzabile per ciclo.

Per compensare, le auto possono recuperare fino a 8-9 MJ di energia per giro (a seconda del circuito), cioè ricaricano la batteria più volte durante lo stesso giro. Ecco perché è così importante riuscire a trovare il giusto equilibrio tra prestazioni e ambizioni, oltre a trovare la quadra con la temperatura delle gomme.
Perché Montreal è così complicata: il limite di 6 MJ
Al GP di Canada 2026 il limite di ricarica in qualifica è stato fissato a soli 6 MJ per giro. È il valore più basso visto finora nella stagione. Circuiti come Monaco o Singapore permettono 9 MJ, mentre Montreal è tra i più "severi" insieme a Red Bull Ring e Las Vegas. Solo Monza ha un limite ancora inferiore. La FIA ha ritoccato verso il basso questi limiti proprio per evitare che i piloti debbano guidare in modo troppo conservativo in qualifica. In Canada, però, questo rappresenta un problema notevole.
Il tracciato asimmetrico in Canada: prima metà facile, seconda infernale
Il Circuito Gilles Villeneuve non è uguale in tutto il giro. Questa è la grande difficoltà del percorso asimmetrico. Durante la prima parte del giro il pilota è costretto a effettuare frenate forti e rettilinei brevi, situazioni che permettono una "ricarica" agevole della batteria. La seconda, invece, propone una situazione diametralmente opposta, che ha il picco nella chicane finale e nel rettilineo d'arrivo: pochissime occasioni di ricarica ma consumo elevato di energia elettrica. In sintesi, sfruttando buona parte della carica troppo presto, le vetture perdono potenza sul rettilineo lungo e rischiano di essere lente quando hanno bisogno di sprigionare maggiore brio.