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Perché a Melbourne la McLaren di Norris ha preso 50 secondi da Mercedes pur avendo lo stesso motore

Nel GP d’Australia della F1 2026 Norris ha chiuso a 50 secondi da Russell nonostante la stessa power unit Mercedes: il gap sta nello sfruttamento del motore, nel software e nel grip in curva.
A cura di Michele Mazzeo
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La domanda, dopo la gara del GP d'Australia della Formula 1 2026, è stata inevitabile: com'è possibile che la McLaren di Norris abbia preso 50 secondi dal dominante Russell pur avendo la stessa power unit Mercedes? La risposta, almeno per ora, è meno "complottista" di quanto sembri. Il regolamento impone che il motorista metta a disposizione dei clienti una specifica identica di power unit. Dunque il problema non è che a Woking sia arrivato un motore "peggiore". Il punto è un altro: Mercedes ufficiale oggi sa estrarre più prestazione dalla stessa base tecnica, soprattutto nella gestione dell'energia e nell'integrazione tra power unit, telaio e aerodinamica.

Fa inevitabilmente più rumore il crollo della McLaren rispetto a quello di Williams e Alpine. Il motivo è semplice: pur essendo tutte e tre team clienti Mercedes, non partivano affatto dallo stesso livello di aspettative. La scuderia di Woking arrivava al 2026 da campione del mondo Costruttori e con Lando Norris campione del mondo piloti, quindi con una base tecnica e competitiva che la rendeva, almeno sulla carta, la cliente più attrezzata per reggere l'impatto del nuovo regolamento. Williams, pur in crescita, è ancora dentro il percorso di ricostruzione avviato da James Vowles; Alpine, invece, si presentava alla nuova era dopo un 2025 chiuso all'ultimo posto tra i Costruttori e alla "prima" da motorizzato Mercedes.

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Per questo i 51 secondi incassati da Norris pesano molto di più: non perché Williams e Alpine non abbiano gli stessi problemi di adattamento, ma perché da una McLaren campione in carica era lecito attendersi ben altro impatto.

Lo ha ammesso senza girarci troppo attorno anche Andrea Stella. Il team principal della McLaren ha indicato due aree precise in cui la squadra è indietro: "lo sfruttamento ottimale della power unit" e il grip in curva. Vale a dire: non basta montare lo stesso motore per andare forte quanto Mercedes, perché nella nuova F1 2026 conta enormemente come distribuisci l'energia lungo il giro, come la vettura la trasforma in velocità e quanto carico riesci a tenere nelle curve. Ed è proprio lì che i dati GPS hanno mostrato un vantaggio della Mercedes non solo sui rettilinei, ma anche in alcuni tratti guidati.

Il sospetto che nel paddock si stia muovendo qualcosa di particolare attorno al motore Mercedes nasce anche dal "trucco" sul rapporto di compressione, una zona grigia regolamentare su cui la FIA è poi intervenuta: dal 1° giugno 2026 il controllo sarà effettuato sia a freddo sia a caldo. Ma questo tema, pur pesando sullo sfondo politico e tecnico, non basta da solo a spiegare il gap accusato dalla McLaren in Australia. Perché lo stesso Stella, al netto del fastidio per le poche informazioni ricevute, ha spiegato che il margine perso oggi è soprattutto nel modo in cui il team cliente riesce a capire, simulare e programmare il comportamento della power unit dentro un regolamento molto più sensibile del passato.

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Il quadro, insomma, è abbastanza chiaro. McLaren non denuncia un motore diverso, ma il fatto che il team ufficiale Mercedes parta con una conoscenza più profonda del pacchetto costruito insieme a HPP che rischia di dominare questo avvio della nuova era della F1. Hywel Thomas lo aveva lasciato intendere già prima di Melbourne, spiegando che il legame naturale tra team factory e motorista può generare un vantaggio in questa prima fase del nuovo ciclo. E Melbourne lo ha confermato: Russell in pole, Antonelli secondo, doppietta in gara, mentre Norris ha chiuso lontanissimo. La McLaren ora deve recuperare in fretta non tanto sull'hardware, quanto su come sfruttarlo al meglio in questa nuova Formula 1: uso batteria, software, simulazione e sviluppo della vettura. Il problema dunque non è avere lo stesso motore, ma non saperlo ancora usare come Mercedes.

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