Leclerc resta 48 giri sulla stessa gomma, la scommessa Ferrari a Madrid: Vasseur spiega il piano

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Charles Leclerc ha percorso quasi tutta la gara di Madrid con la stessa gomma Hard prima di fermarsi al 48° giro. Non era un azzardo senza logica: Ferrari stava aspettando una neutralizzazione che avrebbe potuto trasformare il quarto posto in un podio, o addirittura in una possibilità di vittoria.

Charles Leclerc è rimasto in pista fino al 48° giro del GP di Madrid con lo stesso set di gomme Hard montato alla partenza. Una scelta apparentemente estrema, soprattutto mentre Antonelli e Verstappen avevano già effettuato la propria sosta approfittando della Virtual Safety Car, e Norris si era già fermato. In realtà Ferrari aveva deciso di giocarsi una possibilità precisa.

Dopo il ritiro di Lewis Hamilton, Leclerc era salito in quarta posizione. Quando i primi tre si sono fermati sotto VSC, il monegasco si è ritrovato al comando. A quel punto Maranello ha scelto di non richiamarlo immediatamente e di tenere aperta una finestra che avrebbe potuto cambiare completamente il risultato.

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Ferrari aspettava una bandiera rossa: con Leclerc poteva giocarsi la vittoria

A spiegare il piano è stato Fred Vasseur. Ferrari sapeva che su un circuito cittadino, con i muri molto vicini e diversi incidenti già visti durante il weekend, una nuova neutralizzazione non era affatto improbabile.

Una bandiera rossa avrebbe permesso a Leclerc di cambiare pneumatici durante la sospensione senza perdere la posizione in pista. Secondo Vasseur, in quello scenario Ferrari avrebbe potuto addirittura "lottare per la vittoria". Una Safety Car o una VSC avrebbero invece ridotto sensibilmente il costo del pit stop e aperto almeno la possibilità di attaccare il podio.

Niente di tutto questo è accaduto. Leclerc si è quindi fermato al giro 48, ha montato le Soft ed è rientrato quarto, posizione mantenuta fino al traguardo.

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La cosa interessante è che Ferrari non aveva praticamente nulla da perdere. Lo stesso Leclerc ha spiegato che, scegliendo la strategia opposta, avrebbe comunque concluso al quarto posto dietro Norris, Verstappen e il trionfatore Kimi Antonelli: per questo valeva la pena prendersi il rischio e aspettare un'occasione che potesse trasformare una gara altrimenti già scritta. Alla fine il colpo non è arrivato.

Ma quei 48 giri sulla stessa gomma non erano attesa passiva. Erano la scommessa con cui Ferrari provava a trasformare un quarto posto quasi certo in qualcosa di molto più grande.

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