video suggerito
video suggerito

La reazione di Marquez dopo Buriram, costretto a obbedire ma non a tacere: “Io non piango”

Un applauso sarcastico ai commissari di gara e parole taglienti, così il campione del mondo di MotoGp ha commentato la penalità inflittagli: ha dovuto cedere la posizione ad Acosta per un sorpasso reputato al limite e troppo aggressivo. “Quindi ora sappiamo che non si può fare…”.
A cura di Maurizio De Santis
0 CONDIVISIONI
Immagine

La reazione di Marc Marquez all'obbligo di cedere la posizione ad Acosta è stata gelida, almeno dal punto di vista diplomatico. Ma quella sanzione inflittagli proprio quando avrebbe potuto lasciare il segno in Thailandia sulla prima Sprint Race del Mondiale di MotoGp gli ha messo l'animo in subbuglio. È riuscito a contenersi, a non protestare, a non lasciarsi andare alla frustrazione, a evitare d'ingaggiare polemiche proprio ora che la stagione sta per iniziare. E che il campione del mondo abbia mal digerito quella punizione, comminatagli perché gli steward hanno ravvisato una sua scorrettezza, lo si è intuito dal gesto che ha fatto mentre era ancora in sella alla sua Ducati e dalle parole che ha calibrato con freddezza. Un applauso sarcastico rivolto alla direzione di gara e una frase tagliente ("non ho mai pianto… adesso sappiamo che certe cose non si possono fare") spiegano bene quali pensieri abbia tenuto per sé.

Cosa è successo a Buriram tra Marquez e Acosta: perché è stato penalizzato

L'episodio incriminato è avvenuto durante il penultimo giro, quando lo spagnolo ha provato l'attacco su Acosta: c'è stato un contatto che la direzione gara ha ritenuto "irregolare" e ha chiesto così al pilota Ducati di cedere la posizione al suo connazionale. Cosa è successo? Il #93 si è infilato all'interno all'ultima curva, ha mollato i freni e ha costretto il pilota KTM ad allargare la traiettoria. Una manovra considerata al limite dagli steward che, da regolamento, non l'hanno gradita perché valutata come rischiosa oltre che non lecita. Sicuramente molto al limite (per un impatto che non c'è stato per una questione di centimetri) e altrettanto spettacolare per la traiettoria incrociata ma troppo aggressiva e quindi pericolosa.

Ecco perché è arrivato l'ordine immediato di cedere la posizione. Tutto in diretta, all'ultimo giro, senza alcuna possibilità di replica. Marquez ha potuto solo obbedire e stare a guardare Acosta che andava a prendersi la vittoria

La reazione di Marquez: l'applauso ironico poi le parole misurate

Marquez ha messo da parte ogni polemica pubblica. Ai microfoni di Sky Sport MotoGP ha mantenuto la linea del campione navigato: "Oggi non lo posso dire, altrimenti passo per quello che piange… – ha ammesso -. Non ho mai pianto nella mia carriera e non lo farò oggi, quindi mi adatto". Chirurgico e diplomatico, lo è stato anche quando gli hanno chiesto se sarebbe pronto a rifare quella manovra in futuro: "È stata molto al limite. L’unica cosa che posso dire è che come pilota mi devo adattare ai limiti che impone la Direzione Gara. Quindi ora sappiamo che non si può fare". 

Immagine

Chiaro il riferimento a un protocollo non definito, a decisioni prese al momento che lasciano la sensazione di mancanza d'uniformità di giudizio anche rispetto ad altre situazioni simili e non espressamente codificate. Una sensazione che diventa dubbio martellante per quanto accaduto, sempre nella Sprint odierna, tra Alex Marquez e Fabio Diggia: stessa dinamica ma decisione differente. Anzi, non c'è stata alcuna decisione al riguardo. Perché?

Il linguaggio del corpo, però, rivela cose che le parole non dicono del tutto. Un video diffuso da DAZN Spagna mostra Marquez che applaude sarcasticamente la Direzione Gara dopo il traguardo, mentre rientra ai box. Un gesto rapido, ma eloquente tanto da confessare: "Quando ho visto il messaggio ho pensato: no, non cedo la posizione. Poi ho pensato che avrei preso 3 secondi di penalità e ho fatto passare Acosta come mi era stato chiesto. Se mi fossi preparato meglio, l'avrei superato nuovamente prima del traguardo. Ho reagito velocemente, ma ora lo rifarei diversamente".

Immagine

Quel momento della Sprint in Thailandia ha messo sotto i riflettori il talento di Acosta e ricordato a tutti che Marquez resta un cannibale degli spazi e delle manovre in pista. Ma ha anche riaperto un tema molto dibattuto in MotoGP: fino a che punto si può spingere un sorpasso anche se in palio c'è la vittoria? La risposta, almeno per quanto riguarda Buriram l'hanno data gli steward.u

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views