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La frustrazione di Hamilton dopo la Sprint in Qatar: “Non so come ma abbiamo peggiorato la macchina”

La mini-gara a Lusail è disastrosa per le Rosse: l’inglese ha chiuso al 17° posto, 13° Leclerc. E lo sfogo di entrambi nel dialogo col muretto spiega bene qual è lo stato d’animo.
A cura di Maurizio De Santis
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Il Team Radio di Lewis Hamilton dopo la Sprint in Qatar è disarmante e spiega bene qual è lo stato di frustrazione dell'inglese: "Non so come, ma abbiamo peggiorato la macchina", dice il ferrarista che sulla pista di Lusail ha chiuso addirittura al 17° posto. Era partito dalla pit-lane dopo una qualifica disastrosa e nemmeno le modifiche all'alettone posteriore e alle sospensioni sono riuscite a rendere competitiva la vettura del sette volte campione del mondo. Anzi, ironia della sorte, gli è sembrato di condurre una macchina dall'elettroencefalogramma quasi piatto. Un risultato tremendo, che fa il paio con la 13ª posizione di Leclerc e lo sfogo altrettanto plateale del compagno di scuderia.

L'ironia tagliente di Hamilton gela il muretto

Hamilton mastica e sputa fuori la frase che scandisce rabbia e delusione alla conclusione della Sprint. Il dialogo con il suo ingegnere di pista, Riccardo Adami, e la reazione successiva sono eloquenti. "P17. Grazie per i cambi fatti al volante, buona raccolta dati per noi", è la comunicazione che arriva dai box ha avuto lo stesso effetto del sale strofinato sulla ferita… provocando la reazione sarcastica ma durissima del britannico che sentenzia: "Non so come abbiamo potuto, ma la macchina è peggiorata", uno sfogo che dall'altro capo del filo genera solo silenzio assoluto.

"Com'era il mio passo gara?", cala il gelo nel Team Radio

Non c'è risposta, non può esserci. Cosa dovrebbero dire? Trascorrono pochi, gelidi secondi prima che lo stesso Hamilton rompe di nuovo il silenzio con una domanda. "Com'era il mio passo rispetto agli altri piloti?", Adami gli risponde limitandosi a elencare una serie di dati. "Noi 25.9, Hulkenberg 25.7, Ocon 26.0". Poi di nuovo silenzio, con Hamilton che non sa cosa dire considerata l'evidenza dei riscontri. Peggio di così…

Incubo Ferrari, il confronto finale sui tempi è impietoso

Le ultime informazioni dal muretto tracciano i contorni della situazione che ha trasformato in un calvario l'ennesimo week-end della Ferrari. Il passo di Hamilton è stato molto simile a quello di altre monoposto meno competitive (Haas e Alpine) e di gran lunga inferiore rispetto alle prime posizioni nelle quali hanno imperversato McLaren, Mercedes e Red Bull. E tanto basta a chiarire perché l'inglese non è mai riuscito a completare un sorpasso, guadagnando una posizione solo perché l'Aston Martin ha richiamato Stroll ai box.

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Male, malissimo. Non c'è altra definizione per spiegare cosa è stata la prestazione della Ferrari nel sabato di Lusail. È andata così anche Leclerc, rimasto indietro alla partenza: dopo curva 1 e curva 2  (dove è andato largo), era già evidente quale sarebbe stato il filo conduttore della sua prestazione. Ovvero, galleggiare nelle posizioni meno nobili mettendosi alle costole di Ollie Bearman della Haas per il 12° posto. A un certo punto, è finito addirittura nella ghiaia di curva 5 e ha subito l'attacco di Liam Lawson, ma s'è salvato solo perché il sorpasso è stato completato fuori pista e il pilota della Racing Bulls ha ceduto la posizione.

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