La Ferrari ha già pronto il nuovo motore per il GP Austria, ma non sa se può usarlo: manca l’ok della FIA

La Ferrari ha già pronto il nuovo motore per l'imminente GP Austria della Formula 1 2026, ma non sa ancora se potrà montarlo sulle SF-26 di Lewis Hamilton e Charles Leclerc nel weekend del Red Bull Ring. Il motivo è tutto dentro la partita che si sta giocando sull'ADUO, il meccanismo introdotto dalla FIA per concedere sviluppi extra ai motoristi più indietro rispetto al riferimento prestazionale. La classifica, comunicata ufficiosamente ai team, non è ancora stata ratificata ufficialmente perché la Red Bull, a sorpresa designata come colei che detiene il miglior motore endotermico, ha chiesto una revisione dei criteri con cui è stato individuato il motore più competitivo dopo le prime cinque gare della stagione.
La situazione, dunque, resta sospesa. A Maranello il primo aggiornamento della power unit è pronto da tempo: la Ferrari si aspettava di rientrare nella fascia che avrebbe dato accesso agli sviluppi extra e ha lavorato in anticipo per farsi trovare preparata appena l'ADUO fosse diventato esecutivo. Secondo le prime indicazioni, la scuderia dovrebbe ottenere due possibilità di intervento sulla power unit nel 2026, perché il deficit rispetto al riferimento sarebbe superiore al 4%. Ma finché la FIA non chiude il riesame, il nuovo propulsore non può essere deliberato.

Ferrari pronta con motore e nuova benzina Shell: il nodo è l'ADUO
Il pacchetto previsto per l'Austria non riguarda soltanto il motore. Insieme alla nuova specifica della power unit, la Ferrari avrebbe preparato anche una nuova formulazione della benzina Shell, pensata per lavorare con il setup aggiornato del motore endotermico. Non è un dettaglio secondario: nella Formula 1 2026, con power unit più complesse e carburanti sostenibili regolati da parametri molto rigidi, la parte chimica resta uno degli strumenti più delicati per estrarre efficienza e prestazione dalla combustione.
Fanpage.it aveva già anticipato nelle scorse settimane sia il fatto che la prima classifica dei motori per l'ADUO fosse finita in stand-by per le contestazioni Red Bull, sia il fatto che a Maranello si fossero mossi in anticipo sapendo di poter rientrare tra i motoristi autorizzati a sviluppare. Un quadro che oggi trova conferma nella possibilità concreta di vedere il primo step già al Red Bull Ring, se il via libera arriverà in tempo.

In un'intervista esclusiva rilasciata a Fanpage.it, Valeria Loreti, Motorsport Technology Manager di Shell, aveva spiegato proprio questo meccanismo alla domanda su cosa sarebbe accaduto se la Ferrari fosse rientrata nell'ADUO e avesse potuto intervenire sul motore endotermico: "La decisione finale spetta alla scuderia – ci aveva detto –, ma Shell è pronta a fornire migliorie e a sviluppare il prodotto più adatto al setup della power unit che Maranello decide di spingere".
Il vantaggio atteso va trattato con prudenza. Le stime più conservative parlano di pochi cavalli, altre valutazioni arrivano a indicare un recupero nell'ordine di un paio di decimi al giro. In ogni caso non sarebbe una modifica sufficiente, da sola, a colmare tutto il divario dalla Mercedes. Ma su una pista come Spielberg, con tre allunghi importanti, quota superiore ai 700 metri e power unit molto sollecitate, anche un recupero parziale può diventare importante. Per questo il GP Austria rischia di trasformarsi nel primo vero test politico e tecnico dell'ADUO. La Ferrari è pronta, Hamilton arriva dalla vittoria di Barcellona, Leclerc cerca risposte dopo settimane difficili. Ma prima di pensare alla pista serve ancora una cosa: l'ok definitivo della FIA.