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Ivan Capelli spiega perché Sainz fa meglio di Leclerc in Ferrari: “Ha qualcosa che Charles non ha”

Ivan Capelli ha commentato l’attuale situazione della Ferrari nel Mondiale di Formula 1 2024 in esclusiva per Fanpage.it, parlando anche di perché Carlos Sainz sta facendo meglio del compagno di squadra Charles Leclerc, della scelta della scuderia di lasciar partire lo spagnolo per prendere Lewis Hamilton, ma anche del talento italiano Kimi Antonelli, del dominatore Max Verstappen e del mercato piloti per la prossima stagione mettendosi nei panni dei team principal di Mercedes e Red Bull.
A cura di Michele Mazzeo
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La Ferrari ha cominciato bene il Mondiale di Formula 1 2024 assicurandosi il ruolo di seconda forza in griglia (confermato anche nell'ultimo round a Suzuka), riducendo il gap dalla Red Bull e assicurandosi una doppietta in Australia. A sorprendere, però, in questo avvio di campionato è che a fare meglio è stato Carlos Sainz già certo di lasciare la scuderia a fine anno per far spazio a Lewis Hamilton che nelle tre gare da lui disputate (a Jeddah ha dovuto lasciare il sedile al giovane Bearman per sottoporsi ad un'appendicectomia) ha sempre battuto il compagno di squadra Charles Leclerc che invece prima dell'inizio del campionato si è assicurato un rinnovo che gli permetterà di restare a Maranello per molti altri anni ancora. Inevitabile che il rendimento del madrileno abbia portato molti tifosi a porre dei dubbi riguardo alle scelte fatte dalla casa del Cavallino Rampante e riportato in auge l'annosa questione delle gerarchie tra i piloti.

Della paradossale situazione che si vive attualmente all'interno della Ferrari, ma anche di Max Verstappen, di Kimi Antonelli, e più in generale di ciò che sta succedendo nel Circus attualmente e in vista dell'imminente futuro, ne abbiamo parlato con Ivan Capelli, ex pilota F1 tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, con un breve trascorso anche nella scuderia di Maranello, e che oggi ha messo la sua grande esperienza al servizio degli appassionati italiano tramite il suo ruolo di commentatore del Mondiale di Formula 1 per Sky che detiene i diritti di trasmissione della F1 in esclusiva per l'Italia. Nell'intervista rilasciata a Fanapage.it il 60enne milanese ha analizzato per noi le dinamiche interne alla Ferrari spiegandoci anche le cause del miglior rendimento di Carlos Sainz rispetto al compagno di squadra Charles Leclerc, illustrando però anche perché ciò comunque non crea alcun rimpianto per l'aver già deciso di lasciare andare via lo spagnolo al termine della stagione per ingaggiare il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton.

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Ma non solo. Nella lunghissima chiacchierata fatta con il commentatore di Sky Sport F1 alla vigilia del GP della Cina abbiamo parlato anche di altri temi attualmente molto caldi nel paddock della Formula 1 a partire dal valore assoluto di Max Verstappen come pilota, fino ad arrivare invece al mercato piloti in vista della prossima stagione con Ivan Capelli che è convinto che Toto Wolff (anche per una piccola ripicca nei confronti della Ferrari) stia pensando seriamente di promuovere subito in Mercedes il giovanissimo talento italiano Kimi Antonelli e che se fosse al posto di Christian Horner non avrebbe dubbi su quale pilota mettere al posto di Sergio Perez al fianco dell'olandese.

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Dopo 4 gare del mondiale di Formula 1, che tu segui da vicinissimo nel tuo ruolo di commentatore per Sky, le gerarchie in pista sembrano essere già definite, pensi possano esserci stravolgimenti nel corso del campionato?

"È vero che la Red Bull ha dimostrato di essere ancora la prima forza del mondiale, ma è anche vero che la Ferrari è riuscita ad avvicinarsi molto dimezzando quello che era il divario nel 2023. E questo fa ben sperare perché ormai questa Formula 1 è diventata talmente tecnologica e talmente sensibile alle diversità che presentano le varie piste che probabilmente quest'anno la Ferrari su alcuni circuiti potrà giocarsela davvero alla pari con la Red Bull che parte sempre con i favori del pronostico ma forse non è così dominante come lo è stato nella scorsa stagione".

Verstappen è il migliore a guidare la macchina migliore ma, a tuo avviso, è anche il migliore in assoluto in questo momento?

"Verstappen ha avuto il merito di alzare l'asticella per quel che riguarda la preparazione di un pilota al gran premio".

In che senso?

"Quando è arrivato Ayrton Senna ha fatto capire quanto fosse importante prepararsi da un punto di vista fisico. Michael Schumacher ha preso queste nozioni e ci ha aggiunto la capacità di gestione del team andando ad incidere molto sull'organizzazione della squadra stessa. Poi è arrivato Lewis Hamilton che ci ha aggiunto la capacità di gestire se stesso e rimanere concentrato per l'intera stagione. Adesso è arrivato Verstappen che a tutte queste cose ha aggiunto la capacità di parificare l'esperienza al simulatore con quella in pista e così quando arriva al Gran Premio la sua vettura è già quasi pronta. È questo che lo rende migliore degli altri che se vogliono batterlo devono essere almeno bravi quanto lui a prepararsi al weekend di gara".

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In Red Bull le gerarchie tra i piloti sono definite, mentre in Ferrari non è così. Può essere un problema nel corso del campionato?

"No. Direi no. Anche perché la situazione che c'è in Red Bull è completamente diversa rispetto a quella che c'è in Ferrari. Perez sta lavorando per cercare di convincerli a rinnovargli il contratto, in Ferrari invece Carlos Sainz sa già che andrà via a fine anno e quindi da metà stagione in poi bisognerà capire se e quanto lo vorranno tenere aggiornato sulle evoluzioni e su quelli che sono i progetti futuri riguardo la monoposto".

Quanto è stato giusto annunciare l'arrivo di Hamilton prima dell'inizio del Mondiale?

"Credo che non sia stata una decisione della Ferrari. Penso che sia stato Toto Wolff che, appena scoperto che Hamilton non avrebbe continuato con Mercedes, ha voluto fare uno ‘sgambetto' ai rivali facendo uscire la notizia. A quel punto la Ferrari è stata costretta ad annunciarlo come dimostra anche la nota di una riga con cui è stato annunciato. Se fosse stata preparata di certo non avrebbe annunciato così l'ingaggio di un sette volte campione del mondo".

Vasseur è pronto eventualmente a prendere decisioni forti e, magari, anche impopolari nel corso della stagione?

"Qualche scossone già lo ha dato alla squadra. Meno evidenti lo scorso anno, ma già quest'anno si sono visti i primi risultati. La vettura e la gestione in questo 2024 sono figlie del suo progetto. Poi bisognerà vedere durante l'anno cosa farà".

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Visto come Sainz e Hamilton hanno cominciato questo 2024, pensi che a Maranello qualche rimpianto comincino ad averlo?

"Rimpianti non credo. Perché comunque arriverà un sette volte campione del mondo che porterà nuovo entusiasmo e delle procedure diverse, oltre al fatto che fornirà delle indicazioni nuove che andranno seguite. Inoltre portare un sette volte campione del mondo inglese a Maranello potrebbe convincere qualche tecnico inglese o che comunque attualmente lavora in Inghilterra a sposare il progetto Ferrari perché portare Hamilton significa che vuoi arrivare a creare i presupposti per vincere, quindi creare una squadra che possa arrivare ad aprire un ciclo come è stato in passato e dunque non soltanto ridurre il gap dalla Red Bull e giocarsi la vittoria in qualche gara. Questo può essere un fattore di grande attrazione per i migliori tecnici che sono sul mercato".

È possibile che la notizia del futuro arrivo di Hamilton abbia influito negativamente su Leclerc?

"No. Io credo che Leclerc abbia perso il suo equilibrio da un punto di vista della guida, si sia adattato male inizialmente alla nuova vettura e sta cercando delle soluzioni che non ha ancora trovato. Di riflesso abbiamo un Carlos Sainz molto maturo con un entourage intorno a lui che gli permette di stare molto tranquillo con il papà e il manager molto presenti ma con il giusto atteggiamento. E questo, in una Formula 1 con così alta tensione, in determinati momenti è molto utile. Carlos è arrivato ad una maturità a livello mentale che forse Charles in questo momento non ha".

Quest'anno, contrariamente al passato, Sainz sta facendo meglio di Leclerc anche in qualifica. Secondo te questo è dovuto ad una questione tecnica o psicologica?

"Credo che sia frutto della combinazione delle due cose. Tecnica perché se Leclerc tenta di trovare una scorciatoia per arrivare alla soluzione, Sainz invece il percorso per arrivare alla soluzione l'ha costruito piano piano fin dallo scorso anno con dei piccoli step graduali. Leclerc dà l'impressione di dover trovare di volta in volta la soluzione per andare più forte senza però riuscire a creare un percorso graduale, meditato e più lineare e questo poi lo accusa nel momento in cui arriva in qualifica ed è costretto a quello che gli inglesi chiamano ‘overdriving', cioè chiedere troppo alla macchina rispetto a quelli che sono i suoi limiti, andando così addirittura a non sfruttare nemmeno l'intero potenziale della vettura che, se sfruttato nel modo corretto, gli consentirebbe di guadagnarsi la prima o la seconda fila".

E questo poi compromette l'intero weekend…

"Perdere quei due decimi poi ti portano, come successo per esempio in Giappone, a passare dalla quarta casella della griglia all'ottava e partendo ottavo poi in gara sei costretto a rimontare essendo chiamato ogni volta a dover fare quasi un miracolo. E questo lo ha dimostrato lo stesso Leclerc a Suzuka dove è riuscito a farlo grazie ad una strategia azzeccata però non sempre è possibile farlo".

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Se tu fossi il team principal della Mercedes chi prenderesti al posto di Hamilton per il 2025?

"Secondo me Toto Wolff sta seriamente pensando di mettere subito Kimi Antonelli in Mercedes. Potrebbe sembrare una pazzia o una scelta scellerata ma, visti anche i risultati dei piloti giovani che nel recente passato si sono messi alla prova in F1 subito con macchine importanti (da ultimo Bearman a Jeddah con la Ferrari), credo che i piloti di oggi già a quell'età siano pronti per poter guidare una Formula 1".

Quindi punteresti su Kimi Antonelli…

"Gli strumenti che hanno a disposizione oggi, dal simulatore all'analisi dei dati della telemetria, permette loro di essere competitivi già da così giovani. E poi la soluzione Kimi Antonelli potrebbe essere anche una sorta di ripicca da parte di Toto Wolff che potrebbe dire: ‘Ok, mi avete scippato Hamilton per metterlo in Ferrari? Bene, allora io ora sulla Mercedes ci metto un italiano'. Poi comunque Kimi, magari non arriverà a vincere subito la Formula 2, ma sono certo che in questa stagione farà delle gare dove mostrerà tutte le sue qualità facendo cadere anche le ultime remore che Wolff ancora ha".

Però non c'è il rischio che si possa ‘bruciare'?

"Nella storia della Formula 1 i grandi campioni appena arrivati nelle squadre importanti hanno vinto da subito indipendentemente dall'età e dall'esperienza. Così è stato per Michael Schumacher quando arrivò in Benetton, per Lewis Hamilton al debutto con la McLaren o per Max Verstappen quando è stato promosso dalla Toro Rosso alla Red Bull. Questi, così come altri prima di loro, hanno confermato che se sei di quella levatura lì debuttare in un top team non è rischioso, anzi. Certo, ovviamente all'inizio mancherà un po' d'esperienza ma quella un pilota l'acquisisce molto presto, quindi credo che Kimi avrebbe tutte le carte in regola per far subito bene. La cosa importante però è che la Mercedes sia competitiva perché quello attuale è il terzo anno in cui la squadra non riesce ad avere fin da subito una macchina competitiva in termini di prestazioni".

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E se invece fossi Horner chi metteresti al fianco di Max Verstappen?

"Se fossi Horner, per la stabilità della squadra, andrei su Carlos Sainz. Perché ha un po' le stesse peculiarità di Perez ma è più veloce e più continuo. Potrebbe dunque essere il pilota più valido per darmi l'opportunità di vincere il titolo Costruttori già a metà campionato qualora mi ritrovassi ancora con la macchina più dominante del lotto. Sono sicuro che Sainz sarebbe molto più vicino alle prestazioni che fa Verstappen rispetto a quanto riesca invece a fare Perez".

Ma Sainz andrebbe in Red Bull a fare il secondo pilota?

"I team inglesi ragionano in modo diverso rispetto a noi italiani. Sono storicamente abituati ad avere squadre dove ci sono due prime guide. Penso alla Williams negli anni '80, alla McLaren con Ayrton e Prost, e anche alla Mercedes con Hamilton e Rosberg. Hanno un approccio diverso: capiscono quando c'è una rivalità interna e riescono a gestirla. Noi invece abbiamo un approccio mentale diverso alla questione e diamo sempre un peso esagerato a questo fattore".

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