Sebastian Vettel, 32 anni / Getty
in foto: Sebastian Vettel, 32 anni / Getty

L’innovativo sistema al volante della Mercedes ha catalizzato l’attenzione dei test di Barcellona. Lewis Hamilton lo ha portato al debutto nella seconda mattinata di prove e anche Valtteri Bottas lo ha provato nella sessione pomeridiana. La novità ha fatto sgranare gli occhi agli avversari, in particolare quelli di Ferrari e Red Bull, dirette rivali delle Frecce d’argento, mentre nel paddock si sono subito diffuse congetture sulla regolarità del sistema. Anche a Sebastian Vettel è stato chiesto un parere sul volante Mercedes (“L’abbiamo chiamato DAS, Dual Axis Steering, ma non rivelerò perché lo usiamo” ha detto James Allison) e il tedesco si è mostrato particolarmente critico sulla soluzione che consentirebbe di modificare la convergenza delle ruote anteriori della vettura muovendo avanti e indietro lo sterzo.

Vettel critico sul volante Mercedes

La novità è venuta a galla dalle immagini dell’onboard camera della Mercedes, quando sul rettilineo Hamilton ha tirato verso di sé il volante, permettendo di agire direttamente sull’angolo degli pneumatici. “Ho visto i video durante la pausa pranzo – ha spiegato Vettel – . Non so se sia semplice da usare oppure no, ma direi di no, perché questi sistemi non sono mai semplici da usare”.

In merito alla sicurezza, Vettel ha tirato il freno. “È abbastanza strano da vedere e immagino che sia una sensazione strana quando improvvisamente ti trovi con il volante in mano ma se vai più veloce, allora va valutato. Fino a dieci o dodici anni fa avevamo il sistema F-Duct, e giravamo su tutte le piste tenendo il volante con una mano sola. Il pilota fa quello che serve per andare più veloce, sta alla FIA prendersi cura della sicurezza e fare in modo che i piloti guidino con le mani sul volante”.

Per Vettel, il secondo giorno di test è stato anche quello del suo debutto sulla SF1000 dopo aver saltato i test di mercoledì per un attacco influenzale. “Confermo il maggiore carico aerodinamico rispetto alla vettura dello scorso anno – ha chiarito il tedesco – dopo alcuni giri certe reazioni sono emerse abbastanza chiaramente in certi punti della pista, ma abbiamo ancora molto lavoro da fare. Ci attende un lavoro molto importante, ovvero capire come la monoposto reagisce ai cambiamenti di assetto, e familiarizzare con tanti aspetti”.