Coulthard spiega perché Kimi Antonelli è “un fenomeno” e chi dice che è fortunato sbaglia
"I risultati non mentono". David Coulthard parte da qui per spiegare perché considera Kimi Antonelli, leader del Mondiale di F1, "un fenomeno". E mette il giovale pilota Mercedes davanti alla parola fortuna. Prende questa ipotesi, alimentata anche da quanto accaduto nell'ultimo Gran Premio in Spagna a Lando Norris, e la smonta a cominciare dal significato più concreto che si può dare a quel termine: non successi casuali o immeritati, ma gare nelle quali alcuni episodi lo hanno favorito a prescindere dalle sue (ottime) prestazioni. Un Gran Premio può essere indirizzato da un fattore esterno, proprio come s'è verificato a Madrid, quando l'ingresso della Virtual Safety Car (in pista dopo il ritiro di Lance Stroll) ha penalizzato il britannico della McLaren. Ma è molto difficile, oltre che ingeneroso, usare questa chiave di lettura per giustificare (anche) una stagione nella quale il 19enne italiano ha centrato finora 8 vittorie. "La Mercedes gli sta fornendo un'ottima macchina. Sono dei vincenti seriali. A meno che non sia molto sfortunato, sarà il campione del mondo di Formula 1 del 2026".
Coulthard e la fortuna di Antonelli: "C'è chi dice che te la crei da solo"
Nel commentare la vittoria di Antonelli nel Gran Premio madrileno, e quale influenza abbia avuto nella corsa al titolo iridato, l'ex pilota britannico ha sì riconosciuto il ruolo e il peso delle circostanze ma ha sentenziato: "C'è chi dice che la fortuna te la crei da solo". Come dargli torto? Se Madrid ha rappresentato l'esempio di quanto conti avere dalla propria parte la fortuna, il Gran Premio di Monza (tanto per citare un esempio più recente) è stato la controprova più lampante. La conferma che da sola non basta. Antonelli era scattato dalla 19ª posizione in griglia poi ha vinto la corsa costruendo in pista una rimonta impressionante.
E prima ancora di Madrid e di Monza, il pilota della Mercedes aveva già servito un filotto di cinque vittorie (e di prestazioni) che hanno spazzato via qualsiasi cenno alla buona sorte. "Dicono sia fortunato, io lo chiamo fenomeno… i risultati non mentono".
La buona sorte non spiega 8 vittorie: "Ha trovato il punto di equilibrio perfetto"
Dopo l'ultimo trionfo (8° in questo Mondiale) è salito a quota 292 punti, +81 rispetto a George Russell e addirittura +101 su Hamilton zavorrato dai guai della sua Ferrari. "Ha trovato il punto di equilibrio perfetto nel suo secondo anno in Formula 1 con questo particolare insieme di regole e regolamenti", ha aggiunto Coulthard.
Ecco perché il percorso in questo 2026 fulgido può essere messo in discussione, spaccando il capello in quattro citando perfino la benevolenza della dea bendata come variabile determinante. La continuità, però, con la quale il pilota sta convertendo in risultati il potenziale e il talento, che hanno indotto Toto Wolff a puntare su di lui come erede di Sir Lewis (7 volte campione del mondo) , è qualcosa di straordinario. Un "fenomeno", appunto. Che mostra la saggezza e l'umiltà di un veterano nonostante l'età e i fumi della gloria rischino di fargli girare la testa. "Mi è dispiaciuto per lui", è la frase che conferma qual è lo spessore di Antonelli, onesto con se stesso fino in fondo. E questo ce l'hai oppure no. Non è questione di fortuna.