Come si deve guidare per consumare meno benzina: tutte le cose che sbagliamo al volante dell’auto
Il prezzo del carburante non accenna a scendere, che si tratti di benzina o diesel, del resto gli scenari geopolitici internazionali non autorizzano ottimismo in tal senso. Con la conseguenza che chi è costretto per lavoro o altre necessità ad usare parecchio la macchina, si ritrova a fine mese anche con decine di euro in più di spesa, se non centinaia nei casi di percorrenza più massiccia. Mai come adesso, dunque, risparmiare è un'esigenza molto avvertita. Abbiamo già spiegato come farlo pagando di meno il carburante (qua il link), ma quello è solo un aspetto della vicenda. Ci sono infatti dei comportamenti virtuosi al volante, quando si guida la macchina, che consentono di consumare meno benzina, laddove invece spesso facciamo il contrario e finiamo per bruciarla letteralmente.
Accelerazioni e frenate continue: l'illusione di guadagnare tempo (a caro prezzo)
In ambito urbano, la guida aggressiva – ovvero partire a razzo e accelerare bruscamente, per poi inchiodare al semaforo successivo – è il singolo fattore che incide di più sul portafoglio. Quando infatti si schiaccia a fondo l'acceleratore, la centralina arricchisce la miscela di aria e carburante iniettando la massima quantità di benzina o diesel. Se tuttavia si preme il freno pochi secondi dopo, l'energia cinetica prodotta (e pagata cara) viene dispersa sotto forma di calore sulle pastiglie dei freni.
Quantifichiamo il costo di voler aggredire i cordoli – ah no, i marciapiedi – dei nostri immaginari circuiti cittadini: a fronte della riduzione del tempo di percorrenza di una manciata di secondi (prima o poi il rosso arriva…), i consumi si alzano addirittura dal 30% al 40%. Mantenere un'andatura fluida e addolcire le accelerazioni consente di percorrere la stessa distanza con quasi la metà del carburante nei casi di guida più tranquilla (senza contare il consumo di pastiglie e pneumatici, ma quello è un altro discorso).
Togliere il gas prima, non schiacciare il freno dopo: è fondamentale vedere lontano
Questa condotta si lega al secondo consiglio sullo stile di guida: anticipare il traffico, guardare oltre (il che presuppone massima concentrazione al volante, altro che smartphone in mano, come scelleratamente fa qualcuno). Gettare lo sguardo oltre l'auto che precede e ‘leggere il traffico' a decine di metri di distanza permette di sfruttare la funzione d'iniezione a costo zero. Il sistema funziona così: quando si toglie completamente il piede dall'acceleratore lasciando la marcia inserita, la centralina rileva che l'acceleratore è a zero e che i giri sono superiori al regime di minimo, quindi chiude completamente gli iniettori, azzerando l'afflusso di carburante ai cilindri. A quel punto succede che l'inerzia dell'auto in movimento mantiene in rotazione il motore attraverso la trasmissione.
L'errore da non fare è dunque continuare ad accelerare fino a ridosso di un semaforo rosso o di una rotonda e poi frenare. La mossa corretta è invece, appena si vede che il traffico rallenta o il semaforo diventa rosso in lontananza, sollevare subito il piede completamente dall'acceleratore. L'auto decelererà gradualmente e spesso si arriverà al semaforo quando è già ritornato verde, evitando di dover ripartire da fermo, che è la fase in cui si consuma di più.
In autostrada a 110 km/h invece che a 130 km/h: la fisica non mente (e fa risparmiare)
Per il terzo comportamento da adottare – o errore da non fare, dipende da dove lo si guarda – usciamo dalle città e entriamo in autostrada. Lì dobbiamo decidere la nostra velocità ‘di crociera' ed è la fisica a dirci quello che dobbiamo fare, a meno che non abbiamo problemi a gettare benzina e soldi. Andare a 11o km/h invece che a 130 km/h è la scelta giusta. La forza di attrito dell'aria non cresce in modo proporzionale alla velocità, ma con il quadrato della velocità. Questo significa che aumentare la velocità da 110 a 130 significa incrementare l'andatura di circa il 18%, ma la resistenza dell'aria che il motore deve vincere aumenta di circa il 39%, con annesso consumo. Su una tratta di 100 km, viaggiare a 110 km/h fa perdere appena 8 minuti rispetto ai 130 km/h, ma fa risparmiare tra il 15% e il 20% di carburante. Non poco, come si vede.
Spegnere il motore per soste superiori a pochi secondi: il falso mito della riaccensione
Un'abitudine vecchia e che ancora qualcuno segue è legata poi al falso mito secondo cui "riaccendere l'auto consuma più che lasciarla al minimo". Questo era vero con i vecchi motori: su qualsiasi auto ad iniezione elettronica prodotta negli ultimi vent'anni, l'avviamento di un motore già caldo richiede la stessa quantità di carburante utilizzata in appena pochi secondi di funzionamento al minimo. Se ci si ferma a un passaggio a livello, in una coda bloccata o in attesa fuori da una scuola per più di pochi secondi, spegnere il motore risparmia dunque carburante (oltre a ridurre le emissioni nocive, ma anche questo è un altro discorso).