Il primo consiglio per risparmiare soldi sulla benzina dell’auto: come pagarla di meno

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In questo periodo di caro benzina, risparmiare sul carburante della macchina è un imperativo: il primo consiglio è pagarlo di meno, seguendo alcune regole.

Il caro prezzi della benzina, figlio degli scenari politici e bellici mondiali, sta impattando pesantemente sulle tasche degli italiani, soprattutto su coloro che sono costretti a usare la macchina per lavoro o per spostamenti necessari e al contempo impossibili da fare a piedi o con altri mezzi. Risparmiare sul carburante è dunque il primo imperativo per cercare di alleggerire il peso di una spesa diventata gravosa, e il primo consiglio per farlo è quello più intuitivo: pagarlo di meno. Ecco come fare, seguendo alcuni comportamenti che possono tradursi in parecchi euro di risparmio.

Per capire intanto lo scenario in cui ci muoviamo e i conseguenti accorgimenti da usare, partiamo dai prezzi medi (in modalità self) comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Con riferimento a oggi, 8 settembre 2026, secondo i dati ufficiali MIMIT la benzina self sulla rete stradale sta a 2,058 euro al litro e il gasolio a 2,169 euro/l. In autostrada, stessa modalità self, si sale a 2,143 euro la verde e 2,240 euro il diesel. Come si vede, la differenza non è un centesimo: sono 8,5 centesimi in più sulla benzina e 7,1 sul gasolio, solo perché ci si è fermati alla pompa dopo il casello, uno scarto che talora supera anche i 10 centesimi al litro. Facendo due conti col dato di oggi, su 50 litri messi nel serbatoio, sono 4,25 euro di benzina e 3,55 di diesel bruciati prima ancora di ripartire dal distributore.

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I prezzi di benzina e gasolio sono alle stelle, ancora di più in autostrada

La prima regola: non fare benzina in autostrada

L'autostrada è il posto più stupido in cui fare il pieno, ovviamente se si può evitare e non si è presi per il collo, in emergenza col serbatoio vuoto. Non è solo "un po' più cara", ma molto di più, per motivi strutturali, tra costi operativi (come gli affitti) e diritti di concessione. Fermarsi nei distributori della rete autostradale è una trappola inevitabile se non ci si pianifica in anticipo. La prima regola è dunque, qualora si stia per fare un viaggio lungo, fare il pieno prima di immettersi in tangenziale o autostrada superando il casello. Se l'autonomia è al limite, si può valutare di uscire a uno svincolo principale (ovviamente non uno sperduto) per trovare una stazione nelle immediate vicinanze e rientrare subito dopo: la deviazione di un paio di minuti può far risparmiare fino a 5-6 euro.

La seconda regola: rifornirsi in modalità self e non servito

Sopra abbiamo parlato di prezzi in modalità self, il che richiama immediatamente la seconda regola per risparmiare sul carburante: self sempre, servito mai (quando possibile). Non è un altro carburante, esce dallo stesso serbatoio interrato, in base alle stesse norme europee: semplicemente paghiamo l'addetto che tiene la pistola al posto nostro. Oggi la forbice media nazionale è brutale: si parla di 13-15 centesimi di sovrapprezzo a litro (talora addirittura si arriva a 25), sia per benzina che gasolio. Facendo due conti sempre su 50 litri, sono 6-7 euro di risparmio, se non di più. Su 40 pieni in un anno, si superano i 250 euro come minimo. Come si vede, non è poco, certamente non un caffè.

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Mettere benzina da soli al distributore si traduce in un grande risparmio

La terza regola: fermarsi a una pompa bianca e non di nome

La terza regola per pagare meno il carburante della macchina è non fermarsi all'insegna, al marchio conosciuto. L'insegna non è un prezzo. Le pompe bianche – ovvero le stazioni indipendenti, senza marchio multinazionale – in media stanno sotto come costo agli automobilisti. Rilevazioni recenti parlano di qualche centesimo al litro, fino ad arrivare a 10-15 rispetto alle grandi compagnie, perché non pagano royalty e tengono margini di guadagno più stretti. La differenza di prezzo non deriva da una qualità inferiore del prodotto, infatti acquistano il carburante dalle medesime raffinerie dei grandi brand, ma da costi pubblicitari azzerati e strutture societarie più snelle. Ma attenzione: "in media" non significa "sempre". Ci sono pompe bianche da 1,56 euro/l e pompe bianche da 2,50. Quindi bisogna sempre guardare il cartello esposto con il costo al pubblico di benzina e diesel. Anche qua, coi soliti conti fatti su 50 litri di carburante, la pompa bianca fa risparmiare da 2,50 a 5 euro, se non di più.

La quarta regola: usare tutti gli strumenti a disposizione per trovare la pompa che pratica i pezzi più bassi

La quarta regola è freschissima, visto che è solo di luglio il lancio dell'app ufficiale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT, che è gratis su iOS e Android. L'app in questione usa i prezzi che i gestori sono obbligati a comunicare allo Stato. Mostra la mappa, il listino, la data e l'ora dell'ultimo invio e – cosa che le app private non hanno ufficiale – lo scostamento dalla media regionale. Se la nostra regione sta mediamente a 2,05 euro a litro e il distributore sotto casa sta a 2,14, è facile capire che quest'ultimo ci vuole spennare: girando un po', non troppo lontano si può trovare di meglio.

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Scegliere pompe bianche per rifornirsi: i marchi sono solo soldi in più

Quanto si può risparmiare seguendo le regole al distributore: non è poco

Mettendo assieme tutti i fattori indicati sopra, si può arrivare anche a 15 euro di risparmio a pieno nello scenario più favorevole: una cifra davvero considerevole. Ecco come ci si arriva, confrontando due scenari per un'automobile con serbatoio da 50 litri. Nel primo scenario, il rifornimento viene fatto in autostrada, in modalità servito, presso un grande marchio: con prezzo stimato ipoteticamente in 2,12 euro al litro, il costo del pieno è 106 euro. L'altro scenario tiene conto del rispetto delle regole enunciate: rifornimento fuori autostrada trovato via app, modalità self, pompa bianca senza logo: il prezzo stimato di 1,82 euro/l si traduce in una spesa per il pieno di 91 euro.

È chiaro che è una simulazione basata su stime ipotetiche, ma il range in cui ci si muove non è affatto ipotetico bensì reale. Il risparmio robusto che ne esce per ogni pieno è davvero alla portata di chiunque: se anche non fosse di questi 15 euro, sarebbe comunque non piccolo, e diventerebbe enorme moltiplicandolo per tutti i pieni fatti in un anno, arrivando a un risparmio annuale di centinaia di euro.

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