Binder è quinto in Austria davanti a Marquez, poi KTM lo costringe alla “mappa Moto2”: “Sembravo fermo”
Brad Binder stava disputando probabilmente la sua miglior gara della stagione MotoGP quando sul cruscotto della sua KTM è comparso un avvertimento che ha cambiato tutto. Partito undicesimo nel GP d'Austria, il sudafricano era riuscito a risalire fino alla quinta posizione e aveva un passo abbastanza veloce da restare stabilmente nel gruppo di testa. Poi è arrivato l'allarme relativo al carburante.
Il 31enne ha dovuto selezionare una configurazione della RC16 capace di ridurre i consumi sacrificando però una parte consistente delle prestazioni. Lui l'ha ribattezzata senza troppi giri di parole la "f****g Moto2 map", la "mappa Moto2". Una battuta per rendere l'idea di quanto fosse diventata improvvisamente lenta la sua KTM.
Perché Binder ha dovuto usare la "mappa Moto2" sulla KTM
Il problema si è presentato circa a metà dei 28 giri. Binder era quinto e viaggiava da solo quando ha ricevuto il "fuel warning". A quel punto non poteva continuare con la stessa erogazione fino alla bandiera a scacchi perché rischiava di non arrivarci neanche.
La conseguenza è stata immediata. Marc Marquez, che ha dovuto fare i conti con un problema al freno, e Fermin Aldeguer lo hanno raggiunto e superato, mentre il pilota della KTM non aveva più la potenza necessaria per difendersi: "Mi hanno passato come se fossi fermo", ha raccontato dopo la gara.
Ridurre la potenza gli ha cambiato anche i riferimenti. Arrivando alle curve a velocità molto più basse, il sudafricano ha dovuto spostare i punti di frenata e modificare il modo di guidare nel giro di pochi passaggi. Una volta risparmiato carburante a sufficienza ha potuto ripristinare la mappatura più performante e ha ricominciato a recuperare terreno.
I tempi spiegano quanto fosse competitivo prima dell'allarme. Binder ha infatti realizzato il terzo giro più veloce dell'intero GP e nei suoi migliori settori è stato più rapido persino di Pedro Acosta sia nel T2, 25″973 contro 26″006, sia nel T4, 17″005 contro 17″006.
Alla fine ha chiuso sesto, a 8,7 secondi dal compagno di squadra vincitore, conquistando comunque il suo miglior piazzamento del 2026. Per qualche giro, però, la KTM che lo aveva portato fino al quinto posto gli ha chiesto di fare praticamente l'opposto di ciò che serve in MotoGP: andare più piano per poter arrivare fino in fondo.