Alonso demolisce mezza F1 dopo l’incidente ad Austin: “Dietro il livello dei piloti è molto basso”

Fernando Alonso con espressione seria nel paddock del GP degli Stati Uniti 2026.
Fernando Alonso ha criticato duramente Alex Albon dopo l'incidente ad Austin, mettendo in discussione anche il livello dei piloti nelle retrovie della Formula 1.
Alonso attacca Albon dopo l’incidente al primo giro del GP degli Stati Uniti e mette in discussione il livello dei piloti nelle retrovie. Lo spagnolo racconta i danni alla sua Aston Martin, ma i commissari non puniscono la Williams.

Fernando Alonso ha concluso il GP degli Stati Uniti al sedicesimo posto dietro anche al compagno di squadra Lance Stroll, ma è soprattutto quello che ha detto dopo la gara ad aver fatto rumore. Il due volte campione del mondo ha attaccato duramente Alex Albon per l'incidente avvenuto al primo giro ad Austin, arrivando a mettere in discussione il livello dei piloti che occupano le ultime posizioni della Formula 1. Uno sfogo durissimo, soprattutto perché lo spagnolo ritiene che la manovra della Williams gli abbia rovinato quella che poteva essere la sua migliore gara della stagione.

"Quando parti nelle retrovie c'è sempre questo rischio. Il livello dei piloti nell'ultimo terzo della griglia è molto basso, come abbiamo visto oggi con Alex", ha dichiarato Alonso. E poco prima aveva liquidato l'incidente con una battuta altrettanto velenosa: "Albon si è dimenticato che esisteva la curva 11 e che doveva girare a sinistra".

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L'incidente con Albon e l'Aston Martin distrutta: Alonso perde una possibile zona punti

Tutto nasce al primo giro, alla curva 11 del Circuit of the Americas. Albon prova a infilarsi all'interno dell'Aston Martin mentre Alonso è impegnato nella lotta con le Haas. Le vetture finiscono per toccarsi e la monoposto dello spagnolo riporta danni importanti al fondo.

"La macchina era distrutta. Quando l'ho vista al parco chiuso mancava metà del fondo", ha raccontato il 45enne di Oviedo, stimando una perdita di prestazione superiore a mezzo secondo al giro. Nonostante questo, l'Aston Martin era rimasta competitiva e il pilota era convinto di poter conquistare un posto in zona punti.

A rendere ancora più complicata la gara è stato il comportamento della vettura danneggiata: negli ultimi quindici giri, secondo lo spagnolo, riusciva a curvare normalmente verso destra ma incontrava grosse difficoltà nelle curve a sinistra.

Adrian Newey ha confermato le conseguenze tecniche dell'incidente. L'Aston Martin è stata costretta a sostituire l'ala anteriore al 42° giro, rinunciando alla strategia prevista a una sosta. Prima di quel passaggio ai box Alonso riusciva a mantenere il passo delle vetture davanti, ma non aveva abbastanza velocità sul rettilineo per superarle.

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Albon non ci sta, e i commissari non lo penalizzano

La versione del pilota Williams è completamente diversa da quella del due volte campione del mondo. Albon sostiene infatti di essersi trovato all'interno della curva, mentre Alonso era affiancato anche da un'altra monoposto. Ha provato a salire sul cordolo per evitare il contatto, senza riuscirci.

"È una situazione di gara. C'era una macchina all'esterno che lo stringeva. Eravamo affiancati per tutta la frenata, è difficile sparire", ha spiegato il thailandese, che ha concluso diciassettesimo dopo aver danneggiato anche la propria vettura.

I commissari non hanno inflitto alcuna penalità ad Albon, considerando il contatto un episodio della battaglia al primo giro. Una valutazione ben diversa da quella di Alonso, che vede nella manovra del rivale l'errore che ha compromesso la propria domenica.

Lo spagnolo, però, non si è limitato ad accusare il pilota Williams. Ha concluso il suo ragionamento spiegando che l'Aston Martin deve migliorare per qualificarsi più avanti ed evitare di ritrovarsi coinvolta nelle battaglie delle retrovie. Anche perché, almeno secondo lui, è proprio lì che oggi si concentrano alcuni dei piloti dal livello più basso della Formula 1.

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