Vingegaard vince la tappa 4 della Paris-Nice nel gelo: giacca al contrario e collant doppi

L'abbigliamento di Jonas Vingegaard, che taglia in solitaria il traguardo in salita della tappa 4 della Paris-Nice 2026, non passa inosservato. Il danese della Visma Lease a Bike ha conquistato la maglia gialla con 41 secondi di vantaggio su Martinez ma, al di là del risultato sportivo, a colpire è stato l'outfit insolito scelto per proteggersi dal freddo in una delle giornate più gelide della corsa francese. La pioggia e le basse temperature hanno costretto tutti i ciclisti a vestirsi "a cipolla", espressione che in gergo viene utilizzata descrivendo indumenti indossati a strati: giacche impermeabili, guanti spessi, copriscarpe e, naturalmente, i classici bib tights invernali (una sorta di calzamaglia con le bretelle).
L'abbigliamento strategico di Vingegaard: la giacca messa al contrario
Vingegaard, però, ha attirato l'attenzione per un look molto personale: quando ha concluso la gara aveva le bretelle dei pantaloni esposte sopra la maglia e sistemate alla buona, segno che aveva cercato di adeguare il vestiario facendo sì che non gli fosse d'impaccio per la postura in bici e la pedalata. Aveva bisogno di stare comodo e, al tempo stesso, non soffrire per le condizioni climatiche estreme, ecco perché aveva sovrapposto due paia di collant, modificando in parte il secondo, con il fondello tagliato e la vita adattata per facilitarne la rimozione, non alterare troppo l'altezza della sella e forse per avere anche un migliore accesso alle tasche e all'alimentazione da gara.
Lo stratagemma dello scandinavo era perfetto ma, affinché funzionasse, serviva l'ultimo tocco: la giacca messa al contrario, con la cerniera frontale sulle spalle così da salvaguardare meglio il petto dal vento senza rinunciare al controllo della temperatura sulla schiena (abbassando la zip aveva creato un sistema di ventilazione artigianale ma molto efficace). Durante la tappa, però, Vingegaard ha continuamente tolto e rimesso strati diversi del proprio abbigliamento, tra cui anche un gilet, trovando il giusto equilibrio tra calore corporeo e agio sui pedali. A un certo punto, però, s'è dovuto arrangiare, come lui stesso ha spiegato poco dopo aver vinto la frazione.
Le parole del ciclista danese sull'outfit e la tappa
Dopo il traguardo, Vingegaard ha scherzato sul suo abbigliamento che a molti è sembrano un po' strano, chiarendo (col sorriso sulle labbra) che il mix di strati e la giacca al contrario erano l'unico modo che aveva per resistere al freddo pungente e reso ancora più duro da sopportare dalle precipitazioni. "Penso che molti ragazzi avessero freddo oggi. Personalmente non l'ho sofferto perché avevo molti vestiti addosso, e forse è anche per questo che non potevo toglierli…", ha ammesso con ironia. "Non era previsto, ma se qualcun altro vuole provare questa combinazione… faccia pure. Era una corsa a tutto gas, non c'era nemmeno il tempo per aggiustarsi. Magari non sono un trendsetter per i pantaloni lunghi, ma non potevo toglierli. L'importante era restare caldo e correre al meglio. L'outfit è solo un dettaglio".