Riccardo Magrini racconta l’infarto: “Cuore fermo 4 minuti, ero grigio-verde. Dissero a Guido Meda: lascia stare”
Ospite di Giovanni Bruno, ex direttore di Sky Sport e testimone oculare di quei drammatici momenti, nel podcast del canale YouTube "Campioni di Salute", Riccardo Magrini ha ripercorso la propria drammatica vicenda personale, quando nel 2017 fu colpito da un infarto mentre stava facendo una intervista negli studi di Sky. Ponendo l'accento sulla prevenzione e sulla capacità di ascoltare il proprio corpo.
Dallo sport alla sedentarietà: i campanelli d'allarme prima del malore
Il passaggio dal professionismo ciclistico alla vita da dirigente e poi alla carriera da telecronista, iniziata nel 2005, ha portato Riccardo Magrini, attuale talent per le cronache ciclistiche a Eurosport, ad un repentino cambio di ritmi: lunghe ore trascorse seduto in studio per le dirette televisive e una crescente sedentarietà. Tutto ciò ha inciso sulla salute, fino ai primi campanelli d'allarme rappresentati da un paio di infarti.
La svolta è arrivata nel 2017 quando, durante la prima giornata di riposo della Vuelta spagnola negli studi di Sky, un arresto cardiaco improvviso lo ha colpito all'improvviso, trasformando una normale giornata di lavoro in un salvataggio in extremis: "Non c'entra nulla con ciò che ho fatto da atleta e un po' di colpa ce l'ho io per primo, perché mi sono lasciato andare… Per lasciarsi andare intendo non tanto vizi o altro, ma in generale non facevo più l'attività che il mio corpo era oramai abituato da sempre a fare".
L'arresto cardiaco, il salvataggio di Lucio Rizzica e il massaggio di Guido Meda
Dopo il crollo improvviso negli studi televisivi di Sky, l'evento ha preso una piega drammatica ma fortunatamente tempestiva grazie all'intervento dei presenti. Come ricorda Magrini stesso: "Io non mi ricordo ancor oggi nulla: clamorosamente, mi dicono, crollai a terra e per fortuna con me c'erano altre persone tra cui Lucio Rizzica che, grazie ai corsi di pronto soccorso che facevano in azienda, con una manovra mi ha salvato la vita".
Mentre si attendeva l'arrivo dei soccorsi medici, ostacolati dal traffico cittadino, la situazione ha poi richiesto un avvicendamento nella manovra di rianimazione, dando vita a un episodio singolare che Magrini ricorda col sorriso sulle labbra. "Purtroppo l'ambulanza non riusciva ad arrivare a causa di un ingorgo e Rizzica nel massaggio cardiaco aveva anche bisogno del cambio. Così ci pensò Guido Meda ma con lui, il mio colorito era passato da roseo a grigio verde kawasaki… al che tutti han detto a Guido: lascia stare, è meglio".
Magrini: quattro minuti senza battito e il coma indotto, "come in sogno"
In quei momenti critici il cuore di Magrini ha smesso di battere per un intervallo di tempo compreso tra i tre minuti e mezzo e i quattro minuti. La percezione dell'accaduto e il successivo risveglio in ospedale sono descritti con grande nitidezza: "Son rimasto forse 4 minuti senza battito cardiaco. Bene: io mi son ritrovato semplicemente come in un sogno, di improvviso ero al San Raffaele, ma senza sapere di essere stato in coma indotto…"
Dopo la stabilizzazione e l'applicazione di un defibrillatore sottocutaneo, la vicenda si è chiusa con la consapevolezza di un esito non di certo scontato: "Alla fine mi è stato applicato un defibrillatore e oggi posso serenamente dire di essere stato molto fortunato perché son qui a raccontarlo".