Evenepoel, il grande sconfitto ai Mondiali di ciclismo: i messaggi sulle borracce non hanno funzionato

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Remco Evenepoel è il grande sconfitto di questo Mondiale in linea a Montreal: mai in gara, sempre in difficoltà insieme ad un Belgio che ha deluso. Malgrado la tattica per superare il regolamento che vietava auricolari e radioline per le comunicazioni.

I Mondiali di ciclismo di Montreal si sono conclusi con la prova uomini élite che si è conclusa con la sorpresa di giornata: Brandon McNulty, il gregario di Pogacar che ha raccolto l'eredità iridata del suo capitano, assente dopo la caduta alla Vuelta. L'americano che nessuno si aspettava ha capitalizzato al meglio il lavoro di squadra fatto dalla nazionale statunitense in modo perfetto. Grande sconfitto di giornata, Remco Evenepoel che non ha mai saputo entrare realmente in gara con un Belgio che a volte è apparso privo di una strategia con cui rispondere all'evoluzione della corsa. E nemmeno la comunicazione attraverso i messaggi sulle borracce, com'era stato svelato alla vigilia, non sembra proprio aver funzionato.

Un aneddoto precedente alla partenza della prova in linea era stato svelato un po' col sorriso sulle labbra e qualche momento di imbarazzo. Nulla di sorprendente, né di inedito nel mondo dello sport, ma una particolarità curiosa in vista della gara più importante dell'anno, quello della corsa in linea per la medaglia d'oro: Evenepoel e van Aert avevano confermato che in corsa si sarebbe effettuata una tattica particolare, figlia delle regole ferree da parte dell'UCI che vieta ogni comunicazione tra corridori e ammiraglie durante la corsa. Niente comunicazioni dai direttori sportivi, nessun confronto tra compagni di squadra per decidere le strategie, nessuna radiolina o auricolare.

E così, la soluzione per ovviare questo problema che oramai ha disabituato i corridori del ciclismo moderno a correre isolati, senza avere con costanza aggiornamenti sugli avversari, sulle percentuali di velocità, sui wattaggi e altre comunicazioni essenziali da parte delle ammiraglie per stabilire o cambiare strategie, sembrava essere stata trovata: scrivere le comunicazioni sui "pizzini" attaccati alle borracce disponibili nei punti di rifornimento. Un po' ciò che si è visto nel calcio da parte dei portieri che si appuntano i tiri dal dischetto con le soluzioni più probabili da parte degli avversari di turno: "Lo abbiamo testato con gli Under 23. Di solito usiamo le lavagne a bordo strada, ma abbiamo ideato anche un altro sistema sfruttando le borracce. Quasi ogni corridore prende una borraccia praticamente a ogni giro e questo è un buon modo per comunicare l’evolversi della situazione" aveva sottolineato anche il CT belga, Serge Pauwels.

Pensieri seguiti a ruota da Evenpoel che aveva accolto l'idea con entusiasmo: "Se ti perdi una borraccia e sopra c’è un messaggio importante, non lo vedrai… però è sicuramente un’ottima idea".  Così come era positivo anche van Aert, abituato alle comunicazioni: "Sarà una novità per me ma sarò contento e mi permetterà di essere un po’ più informato sulle condizioni della gara. Odio non sapere nulla".  Peccato che non sia servito a nulla: il Belgio non ha mai fatto la gara. Van Aert ci ha provato, ma troppo lontano dal traguardo, arrivando a fatica alla fine della gara. Evenepoel ha sempre corso in elastico, perdendo su ogni salita e rientrando nei falsi piani e dove poteva spingere, mai pericoloso, mai propositivo, mai in corsa per il podio. Anche con i messaggi sulle borracce.

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