McNulty vince il Mondiale di ciclismo: la fuga perfetta beffa i migliori, Ciccone 9°

Immagine
Brandon McNulty ha sorpreso i favoriti andando a prendersi la medaglia d’oro con una fuga perfetta. Dietro di lui Matthews e van der Poel. Ciccone ha chiuso al 9° posto dopo aver animato più volte la gara. Evenepoel e tutto il Belgio sono i grandi sconfitti.

La "fagianata" perfetta di Brandon McNulty, l'americano che ha beffato tutti i migliori. Mentre Paul Seixas finiva con i crampi, Evenepoel lontanissimo e grande sconfitto. Mentre van der Poel, tra i principali protagonisti, si è giocato solo la medaglia di bronzo, mentre del Toro, van Aert, Pidcock si sono arresi ben prima del traguardo. Tra i migliori, anche il nostro Giulio Ciccone, il migliore degli Azzurri che ha provato anche ad animare la gara in diversi momenti, senza mai trovare lo spunto decisivo.

Ha vinto un gregario, il classico uomo che aiuta i propri capitani, Brandon McNulty, l'americano che nessuno si aspettava e che ha saputo leggere la gara come nessun altro: al suo primo successo stagionale, l'uomo compagno di squadra di Pogacar in UAE Emirates ha colto il successo più importante della sua carriera, con un finale da protagonista assoluto: ha preso in contropiede il gruppetto di testa e poi preso il vantaggio sufficiente per amministrare l'ultimo giro e mezzo. Dietro di lui ci hanno provato in tanti, da Pidcock a van der Poel e del Toro al nostro Giulio Ciccone che ha poi chiuso al 9° posto.

Dietro all'americano d'oro, è arrivato Matthews e il solo irriducibile van der Poel nel circuito finale spesso in testa alla corsa. Delusioni? Per Paul Seixas che nell'ultima salita è crollato, in preda ai crampi, perdendo ogni speranza di successo. Remco Evenepoel, il grande perdente, mai realmente in corsa, sempre a rincorrere dopo gli strappi in cui ha sempre pagato pegno. Capitano di un Belgio fallimentare, con anche van Aert che ha mollato negli ultimi 30 chilometri. Anche del Toro ci ha provato, da solo, ma bruciando a vuoto tutta la benzina in corpo.

Oltre a McNulty, prova suprema di tutta la nazionale americana, perfetta nella tattica: dopo le sfuriate del Belgio, dopo gli allunghi di van Aert e van der Poel, dopo i vari attacchi di molti altri possibili protagonisti,  gli Stati Uniti hanno sempre controllato, coperti e attenti inserendosi nelle varie fughe, con Simmons all'attacco e Jorgenson alla gestione per tamponare tutti gli altri. E McNulty che ha avuto il via libera, vincente per il successo più nello della sua carriera.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views