Pogacar dopo l’incidente alla Vuelta: “In ambulanza medici e infermieri mi chiedevano autografi e selfie”

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Tadej Pogacar ha ricordato alcuni momenti dopo la drammatica caduta che lo ha costretto a un lungo stop. Rivivendo particolari inediti, vissuti lontano dagli occhi indiscreti delle telecamere: a bordo dell’ambulanza che l’ha soccorso.

Sono trascorsi oramai oltre due mesi dalla rovinosa caduta alla Vuelta che è costata l'intera seconda parte di stagione a Tadej Pogacar, costretto al riposo assoluto saltando appuntamenti clou come i Mondiali in Canada, il Lombardia e gli Europei davanti alla propria gente, a Lubjana. Oggi, lo sloveno è ritornato in sella, si sta allenando in vista del 2027 ma non dimentica quei terribili momenti, anzi. Tra i suoi ricordi più vividi c'è anche quanto accadde all'interno dell'ambulanza che lo trasportò in ospedale, con particolari mai rivelati fino ad ora.

Cosa sappiamo dell'incidente di Pogacar alla Vuelta

Tutti abbiamo visto quanto è accaduto in strada, durante l'8a tappa del Gran Giro di Spagna, con Pogacar ruzzolato maldestramente a terra a causa di un oggetto sull'asfalto. E sappiamo perfettamente le conseguenze di quella caduta: trauma cranico, escoriazioni su gran parte del corpo, costole e clavicola fratturate. Col necessario intervento chirurgico per ridurre i tempi di recupero e migliorare la lenta riabilitazione. Sappiamo anche che da metà ottobre è tornato prima sui rulli a sudare e poi in bicicletta: lo abbiamo visto sfrecciare per le vie di Monaco, in un video amatoriale che ha suscitato non poche polemiche.

Insomma: ciò che sappiamo di Tadej Pogacar è che sta bene, malgrado ci sia chi nutra qualche sospetto sulle sue future prestazioni, in vista del 2027 per tornare a sfidare Paul Seixas, Evenepoel e Vingegaard. Ciò che non sapevamo fino a qualche tempo fa sono i particolari di quel giorno d'agosto e che ha rivelato in una lunga intervista a The Athletic.

I particolari inediti raccontati da Pogacar nel viaggio in ambulanza

Soprattutto su quanto accaduto lontano da telecamere, obiettivi e curiosi, in ambulanza. Dopo la caduta, ricorda di aver dovuto chiedere subito l'assistenza di un medico: "Non riuscivo a tenere nulla nella mano sinistra, nemmeno afferrare il manubrio, poi sono stato trasportato in ambulanza per il viaggio verso l'ospedale. Un'esperienza piuttosto intensa". 

Pogacar viene assistito su un mezzo medicalizzato, composto da uno staff esperto di medici ed infermieri specializzati. Non ricorda tutto perché "in quei momenti non ero molto lucido" ma sa di essere stato messo sul lettino, con inserito un catetere uretrale, senza che gli venisse fornita spiegazione: "Mi hanno lasciato dietro un paravento per 5 minuti da solo, a urinare tra i dolori". 

Un atteggiamento dello staff medico che lo ha ancor più sorpreso quando in preda ai dolori ha dovuto iniziare a firmare autografi e a fare selfie: "I medici e gli infermieri hanno iniziato a ritagliare dei pezzi dalla mia tuta rossa… mi trovavo lì, sdraiato, a firmare e a posare con queste persone…". Una situazione ai militi del paradossale, figlia della fama e della notorietà di cui Pogacar gode. Ma anche ennesima conferma del lato oscuro che tutto ciò porta con sé.

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