Pogacar slalomeggia in bici nel traffico di Monaco: c’è chi è stato licenziato per molto meno

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Le acrobazie di Pogacar in strada tra auto e mezzi pesanti non sono piaciute a moltissimi appassionati. Una leggerezza che ha sommerso di critiche il campione sloveno.

Un video di pochi secondi, che unisce vari momenti di uno degli ultimi allenamenti da parte di Tadej Pogacar, che continua il suo recupero dopo l'incidente alla Vuelta. Si vede il campione sloveno della UAE serpeggiare in bici tra le strade di Monaco, in mezzo al traffico incurante di auto e mezzi pesanti, sfiorandoli e compiendo tutto ciò che un ciclista non dovrebbe fare. Immagini che hanno scatenato una pesante polemica nei confronti dell'ex campione del mondo, ricordando che in passato, anche per molto meno, diversi suoi colleghi sono stati multati, sospesi e addirittura licenziati dai propri team.

A destra, a sinistra,  in mezzo alla carreggiata, zigzagando tra le vie di casa, Tadej Pogacar ha dato dimostrazione di un ritrovato – e forse mai perso – perfetto controllo del mezzo tecnico, pienamente recuperato dalla caduta in Spagna di fine agosto e reduce dall'intervento chirurgico alla spalla. Ma anche evidenziando un comportamento che contrasta con tutto ciò che dev'essere considerato la parte sana del ciclismo e che comprende come "must" assoluto una parola: sicurezza.

Tutto ciò che in quest'occasione Pogacar ha travalicato più e più volte, con un comportamento tutt'altro che irreprensibile ed esemplare a tal punto da fare esplodere una polemica che sta durando da diversi giorni tra gli appassionati, infastiditi da quest'aurea di impunità che sembra circondare lo sloveno. "Tanto è Pogacar", "altri sono stati licenziati per questo", i più accesi commenti e critiche. A ragione. Perché ciò che si è visto tra le strade di Monaco è assolutamente da condannare, senza se e senza ma.

In passato si erano già verificati episodi più o meno simili o comunque "intemperanze" sopra le righe di professionisti della bicicletta che hanno approfittato del periodo di riposo e della fine degli impegni stagionali, per uscite autonome, coronate da "bravate" considerate inopportune e puntualmente punite. Viene alla mente il licenziamento in tronco a fine 2025 di Kiko Galvan, l'ultimo in ordine di tempo, col corridore spagnolo che ha pubblicato video in cui, durante un allenamento a Barcellona, faceva ripetuti "salti" e acrobazie superando barriere spartitraffico e invadendo contromano le corsie opposte. Il team Kern Pharma dopo averlo stigmatizzato come una "grave violazione del codice della strada" lo ha licenziato in tronco.

Così come accadde a Iljo Keisse nel 2019 con la Deceuninck-QuickStep quando venne sospeso dal proprio team dopo comportamenti "inadeguati" durante un set fotografico, o l'americano Quinn Simmons fermato nel 2020 dalla Trek-Segafredo per alcuni mesi dopo una serie di post social inappropriati che avevano scatenato accesi confronti con gli utenti. Fino ad arrivare al nostro Antonio Tiberi: nel 2023 sparò, uccidendolo, ad un gatto con un fucile d'aria compressa. Fu condannato ad una multa e si giunse alla rescissione consensuale con il proprio Team.

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