Prudhomme: “Pogacar come Merckx, difficile possa ritornare al suo massimo dopo la caduta”

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Il patron del Tour de France, Christian Prudhomme, a margine della presentazione dell’edizione 2027 dove Pogacar andràa caccia del sesto successo in giallo, ha rilasciato dichiarazioni ricche di dubbio e preoccupazione sul futuro dello sloveno.

Christian Prudhomme ha scosso il mondo del ciclismo con le sue dichiarazioni a margine della presentazione ufficiale del Tour de France 2027. Il patron di ASO che organizza la Grane Boucle ha parlato ovviamente del principale assente in quest'ultima parte del 2026 e il più atteso in vista della nuova stagione: Tadej Pogacar. E le sue parole non sono state certamente di conforto per il campione sloveno che proverà a cercare il suo sesto Tour: "Ho seri dubbi che possa tornare ai suoi massimi livelli e la vera domanda non è quando tornerà ma in che condizioni tornerà".

Le parole di Pruhomme poggiano su una considerazione basilare ben precisa: Pogacar è simile a Merckx non solo per le indiscusse qualità da campione fin qui oltremodo inequivocabili, ma anche nel destino che è stato disegnato per lo sloveno. "Anche Eddie dopo la caduta di Blois ha ammesso di non essere stato più lo stesso di prima" ha detto riferendosi all'infortunio subito da Pogacar alla Vuelta che lo ha costretto al ritiro prematuro per il resto della stagione. Un riferimento che dovrebbe effettivamente far pensare e che se per qualcuno può essere una esagerazione o pessimismo marcato, ha anche una sua valenza.

Il riferimento è all'incidente di Merckx nel 1969, il 9 settembre in occasione di una kermesse di omnium, sulla pista del velodromo di Blois, che ha coinciso con una delle tragedie più gravi e conosciute del ciclismo: a circa 60 km/h, si ruppe improvvisamente il perno del pedale del derny guidato dall'allenatore ed ex pistard francese Fernand Wambst, proprio davanti a Merckx, con la moto che cadde istantaneamente, creando un blocco di metallo davanti al belga che venne proiettato in aria. Wambst morì purtroppo sul colpo, mentre il "Cannibale" perse conoscenza e riportò un forte trauma cranico, lo spostamento del bacino, la frattura della spina iliaca e diverse contusioni vertebrali. Da quel giorno non riuscì più a ritornare al 100%.

Pogacar lo scorso 29 agosto 2026 in occasione della 8a tappa della Vuelta, è caduto a peso morto (a causa di un sasso in carreggiata) dovendosi subito ritirare e restare fermo per i mesi successivi. Il bollettino medico anche in quel caso ha parlato chiaro: frattura scomposta della clavicola sinistra (subito operata), frattura stabile della vertebra cervicale C7, commozione cerebrale, una profonda ferita al sopracciglio e svariate abrasioni. Certo, i tempi sono cambiati: se l'incidente di Blois lasciò a Merckx danni strutturali e dolori cronici per il resto della carriera, la medicina sportiva di oggi viaggia su un altro pianeta.

La prontezza dei soccorsi, la chirurgia mininvasiva e i protocolli neurologici moderni permetteranno a Pogacar di limitare al massimo le conseguenze a lungo termine. Eppure, la preoccupazione di Prudhomme resta del tutto legittima. Quando c'è di mezzo una vertebra cervicale e un trauma cranico importante, l'ombra del dubbio sul ‘come' e ‘quando' tornerà ai suoi livelli è inevitabile.

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