Pogacar rinnova con la UAE ma non torna a correre: “Fondamentale riposare”
La parola fine sulla stagione 2026 di Tadej Pogacar è arrivata direttamente attraverso i canali ufficiali dell'UAE Team Emirates, sciogliendo ogni residua riserva sui tempi di rientro dopo il brutto infortunio subito alla Vuelta a España. La nota della formazione emiratina ha confermato l‘annullamento di tutti i programmi autunnali del fenomeno sloveno, che non prenderà parte né ai Campionati del Mondo né al Giro di Lombardia e salterà anche gli Europei che si svolgeranno nella sua Slovenia: "In accordo con lo staff medico e la dirigenza del team, si è deciso di porre termine alla stagione agonistica di Tadej Pogačar per consentire una completa e perfetta guarigione della frattura riportata" si legge nel comunicato. "L'atleta riprenderà la preparazione direttamente in vista degli obiettivi della stagione 2027."
La salute di Pogacar al centro: perché rientrare al 100% conta più del rientrare subito
Una decisione inevitabile, logica e profondamente giudiziosa, arrivata per tutelare l'integrità di Pogacar, che non ha alcun bisogno di affrettare i tempi solo per soddisfare l'ansia da prestazione degli appassionati o le esigenze di visibilità degli sponsor. Per un atleta del suo calibro, abituato a correre esclusivamente per la vittoria, presentarsi ai blocchi di partenza di un Mondiale o di una Classica Monumento come il Lombardia in condizioni precarie avrebbe rappresentato un rischio gratuito e privo di senso sportivo.
Riconoscere i limiti del corpo di fronte a una frattura scomposta significa dimostrare anche una totale maturità professionale pari al talento espresso sui pedali. Il ciclismo moderno impone ritmi e carichi di lavoro talmente elevati da non tollerare scorciatoie, rischiando anche compensazioni posturali o micro-traumi che potrebbero trascinarsi nel lungo periodo.
Il rinnovo record con l'UAE e le parole di Pogacar
Contestualmente all'annuncio del lungo stop riabilitativo, l'UAE Team Emirates ha voluto mandare un segnale di totale fiducia e centralità attorno al proprio capitano, ufficializzando il prolungamento del contratto. Che proseguirà fino al 2032, praticamente a vita e su cifre da capogiro che consolidano Pogacar in cima alla classifica dei corridori più pagati al mondo. Rimane con un ingaggio netto annuo stimato intorno agli 8 milioni di euro a stagione e una clausola d'uscita fissata a cifre astronomiche, superiore ai 200 milioni di euro.
"Ci sono ancora molte cose che voglio realizzare in questo sport e credo che questo sia il posto giusto per farlo. Sono molto grato per la fiducia che la squadra mi ha dimostrato e sono entusiasta di ciò che possiamo continuare a costruire insieme" ha spiegato Pogacar riferendosi al contratto, senza dimenticare anche la scelta legata alla volontà di fermarsi: "Per ora, la cosa fondamentale è riposare e recuperare completamente dando al mio corpo il tempo necessario".
Pogacar e la sosta strategica per tornare Cannibale nel 2027
Inserire la notizia del riposo forzato nel medesimo quadro informativo dell'estensione contrattuale chiarisce in modo inequivocabile la strategia globale della UAE e di Pogacar che continuano a veleggiare sulla medesima rotta: questo stop non è un tramonto, ma una parentesi programmata all'interno di una carriera ancora lunghissima. Il 2026 va così in archivio come l'anno del trauma e della gestione della maturità fisica. Pogacar e la UAE hanno scelto di sacrificare l'autunno per mettere in cassaforte i prossimi anni di carriera perché quando lo sloveno tornerà ad attaccarsi il numero sulla schiena nel 2027, lo farà con un corpo risanato e la solita fame di successi, pronto a riprendere il filo di una storia sportiva destinata a infrangere ogni record.