Tadej Pogacar dimesso dall’ospedale, la stagione è finita: “Partecipare ai Mondiali non è realistico”
Tadej Pogacar ha lasciato l’ospedale. Quattro giorni dopo la brutta caduta alla Vuelta a España, il campione del mondo è stato autorizzato a uscire dall’Hospital Universitari Dexeus di Barcellona e a proseguire la convalescenza a Monaco, sotto la supervisione dello staff medico della UAE Team Emirates-XRG. L’intervento alla clavicola sinistra, eseguito lunedì con successo, è andato a buon fine. Eppure le parole del medico della selezione slovena, Kristof Knap, suonano nette e definitive: "Non è realistico" pensare di vederlo al via del Mondiale di Montréal.
La caduta alla Vuelta che ha interrotto tutto
Sabato 29 agosto, durante l’ottava tappa della Vuelta, Pogacar è caduto pesantemente a circa 30 chilometri dall’arrivo. Velocità elevata, contatto con un ostacolo sulla strada identificato in un sasso scivolato da una scarpata, sbandata e impatto violento. Il campione sloveno, che indossava la maglia rossa di leader e stava dominando la corsa con tre vittorie di tappa, ha tentato di rimettersi in sella, ma il dolore e l’impossibilità di usare il braccio sinistro lo hanno costretto all’abbandono. Così è arrivato il suo primo ritiro da una Grand Tour in carriera.
Diagnosi ufficiale comunicata dal direttore medico della squadra, Adrian Rotunno: commozione cerebrale, frattura scomposta della clavicola sinistra, frattura stabile della settima vertebra cervicale e numerose escoriazioni. Nessuna lesione neurologica grave, fortunatamente. L’intervento alla clavicola è stato ritardato proprio per le precauzioni legate al trauma cranico e solo dopo il via libera medico è stato eseguito, nella giornata di lunedì 31 agosto, dal chirurgo ortopedico Xavier Mir lo specialista anche dei piloti MotoGP. L’operazione è riuscita e il campione del mondo è rimasto in osservazione post-operatoria per qualche giorno prima della dimissione.
Le parole nette del medico sul rientro di Pogacar: "Non è realistico"
Kristof Knap, medico della nazionale slovena, ha parlato alla televisione pubblica RTV SLO con chiarezza disarmante. Riferendosi alla possibilità di difendere il titolo mondiale a Montréal il 27 settembre, ha dichiarato: "Non è realistico, anche se lo desidereremmo tutti". L’obiettivo prioritario, ha sottolineato, è permettere a Pogacar di recuperare completamente, senza precipitare i tempi di rientro. Anche il compagno di squadra e amico Domen Novak ha tenuto la stessa linea: la clavicola guarirà relativamente in fretta, ma la commozione cerebrale resta l’incognita maggiore: "La cosa più importante è che recuperi al 100%. Partecipare al Mondiale non è un obbligo".
Dopo Montréal erano in programma gli Europei in Slovenia (4 ottobre) e il Lombardia (10 ottobre), dove Pogacar cercava la sesta vittoria consecutiva. Al momento UAE non ha preso decisioni definitive, ma lo scenario appare oramai scontato: stagione finita e appuntamento al prossimo anno.
Pogacar, un fenomeno ma sempre un uomo
Pogacar è il fenomeno del ciclismo contemporaneo: vincitore di 5 Tour, campione del mondo, capace di imprese che sembrano appartenere a un’altra categoria. Eppure resta un uomo, come tutti soggetto a cadute, a fratture, a traumi cranici, a tutto ciò che il mestiere di professionista su due ruote comporta ogni giorno. La velocità, la densità del gruppo, l’asfalto e gli imprevisti non fanno sconti a nessuno, neppure al più forte. Rivederlo al 100% è forse più importante che rivederlo il prima possibile a inseguire un’altra vittoria. Forzare i tempi per arrivare a Montréal, agli Europei o al Lombardia rischierebbe di compromettere non solo le performance immediate, ma anche la solidità della prossima stagione. Meglio, per tutti, aspettare il 2027. E lui, persona intelligente e consapevole del proprio corpo come pochi, lo sa meglio di chiunque altro.