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La favola di Torstein Traeen: dal tumore ai testicoli alla fuga bidone e la maglia gialla al Tour

Nel 2022 il corridore norvegese della Uno-X venne trovato positivo ad un test antidoping. Non per sostanze vietate ma per un tumore ai testicoli: operato d’urgenza e riabilitato, oggi Traeen può festeggiare il suo successo più straordinario in carriera.
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Il Tour de France e il ciclismo racconta storie straordinarie quando meno te lo aspetti: per la quarta tappa tutti attendevano l'ennesima sfida tra i migliori in classifica, dopo le tre pirotecniche frazioni iniziali dove a tagliare il traguardo sono stati tre corridori differenti: prima Vingegaard, poi del Toro e infine Pogacar. Invece ecco la sorpresa di giornata servita su un piatto d'argento: la classica fuga bidone che si porta con sé il nuovo protagonista che vestirà la maglia gialla: Torstein Traeen, norvegese della Uno-X che non vincerà per l'imperiosa cavalcata finale di uno strabordante Mads Pedersen, ma che diventerà il nuovo leader in classifica generale, con quasi 8 minuti sui migliori. A solo 4 anni da una malattia che lo stava strappando al ciclismo troppo precocemente: un tumore ai testicoli.

I tanto bistrattati controlli antidoping che spesso vengono indicati come invasivi per gli atleti che si devono sottoporre con campioni di sangue e urine, si sono rivelati invece determinanti se oggi possiamo celebrare la favola straordinaria di Torstein Traeen, sorprendente nuova maglia gialla a questo Tour de France 2026. Perché nel 2022 proprio queste analisi salvarono non solo la carriera ma anche la vita al giovane norvegese diagnosticandogli, per tempo, un tumore ai testicoli. Il quell'anno, Traeen arrivò in top 10 in classifica alla Volta a Catalunya ma risultò positivo ai test antidoping. Un dramma sportivo che si rivelò un viatico fondamentale per la propria salute.

Torstein Traeen e il tumore ai testicoli: l'antidoping gli salva vita e carriera

A distanza di un mese da quei controlli, Traeen venne a sapere dal medico della squadra che era risultato positivo al test per l'"hCG", un ormone sessuale che viene prodotto durante la gravidanza nelle donne, ma che è presente solo in basse quantità negli uomini. Traeen non si era dopato e non aveva assunto alcuna sostanza proibita, così andò a fondo su quelle analisi per capirne la reale natura e l'sito fu devastante: aveva un cancro ai testicoli a soli 26 anni. Una notizia che però permise a Traeen di affrontare il problema per tempo: gli venne asportato in via precauzionale il testicolo sinistro e trovarono un tumore di 15 mm al suo interno, operazione che gli salvò la vita e la carriera. 4 mesi più tardi era di nuovo in bici e nella Vuelta del 2025 riuscì a conquistare, anche se per soli 4 giorni, la maglia rossa da leader.

Traeen al Tour come Eulalio al Giro: il leader che non ti aspetti, ma quanto durerà?

Al Tour de France 2026 gli è andata addirittura meglio, riuscendo a conquistare la maglia gialla "strappandola" di dosso ad un certo Tadej Pogacar dopo solo una tappa con lo sloveno in testa alla generale. Situazione figlia di una scelta ponderata da parte della UAE che ha lasciato andare la classica fuga bidone di giornata, acconsentendo ai battistrada di giocarsi vittoria e altro. Ma il vantaggio è molto particolare e ricorda da vicino la piccola grande impresa compiuta recentemente da un altro "underdog", Afonso Eulalio al Giro d'Italia: 11 giorni e 9 tappe da leader inaspettato. Non si sa quanto durerà la favola in giallo di Traeen ma il vantaggio di 7 minuti e 57 sulla coppia Pogacar-Vingegaard è di tutto rispetto e, se dovesse essere aiutato dalla Uno-X a fare classifica, potrebbe anche capitare di ritrovarlo sempre lì, in vetta, anche fino a metà della seconda settimana di gara.

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