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Tour de France 2026

Perché Pogacar veste la maglia gialla anche se ha lo stesso tempo di Vingegaard: lo dice il regolamento

Dopo tre tappe, Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard si ritrovano in testa alla classifica generale con lo stesso tempo. Ma in giallo si veste lo sloveno: grazie al gioco dei piazzamenti, il regolamento del Tour parla chiaro.
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L'arrivo della terza tappa del Tour de France 2026 non ha deluso le attese, anche se lo spettacolo e la cornice del pubblico non era delle migliori per le restrizioni nel tratto conclusivo  per il protocollo alte temperature che ha vietato l'accesso sulle rampe finali al pubblico per pericolo di incendi. A Les Angles, primo traguardo in terra francese, ha trionfato Tadej Pogacar, davanti a Jonas Vingegaard cui ha strappato la maglia gialla anche se in classifica generale i due fenomeni hanno lo stesso tempo. Ma il regolamento parla chiaro: con il gioco dei piazzamenti, è Tadej ufficialmente ad essere il nuovo leader della corsa.

Cos'è accaduto al traguardo di Les Angles: Pogacar vince, ma il tempo in classifica generale è identico a quello di Vingegaard

Un finale che ti aspetti, con la UAE Emirates che fa la tirata conclusiva dopo una frazione che ha lasciato la Spagna ed è approdata attraverso i Pirenei, in Francia. Prima Yates, poi del Toro, infine Pogacar: un epilogo quasi simile alla tappa numero due ma a senso inverso, con il messicano che è ritornato nella sua figura di gregario di lusso per il primo trionfo in questo Tour 2026 di Tadej Pogacar. Nessuno scatto sui 1.300 metri finali ma una lenta, inesorabile progressione che ha sfaldato il gruppo, ritrovando solamente i top nelle prime posizioni per un arrivo di assoluta qualità: Pogacar  (UAE Emirates) primo, a 2 secondi Vingegaard (Visma | Lease a Bike) precede Carapaz (EF Education – EasyPost) e Seixas (Cecathlon CMA CGM), poi dopo altri 2 secondi ci sono Johannessen (Uno X Mobility), Van Eetvelt (Lotto Intermarché), Lipowitz e Evenepoel (Red Bull Bora hansgrohe), del Toro (UAE Emirates) e Ayuso (Lidl-Trek).

Ma se il successo di Pogi era atteso da tutti, dopo due giri a vuoto nelle prime due tappe, ciò che nessuno si sarebbe aspettato è che lo ha fatto ottenendo dopo 3 giorni l'esatto tempo in gara di Jonas Vingegaard: 8 ore 46 minuti e 55 secondi. Un dato incredibile che ha lasciato tutti allibiti dopo Los Angles, compresi i cronometristi ufficiali di ASO che hanno atteso diversi minuti prima di ufficializzare la classifica generale, arrivata in giustificato ritardo per evitare fastidiosi scivoloni.

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Cosa dice il regolamento del Tour per la maglia gialla: è stato necessario calcolare i piazzamenti ottenuti

Ma perché a parità di tempo, la maglia gialla è stata indossata da Tadej Pogacar sfilandola al proprio rivale Jonas Vingegaard? Perché è subentrato il regolamento del Tour de France, lo stesso che si applica in tutti questi casi e consolidato dall'approvazione UCI.

In caso di parità di tempo nella classifica generale, i centesimi di secondo registrati dai cronometristi durante le prove a cronometro individuali vengono reincorporati nel tempo totale per separare i corridori e decidere l’assegnazione della maglia gialla. In caso di nuova parità, si fa ricorso alla somma dei piazzamenti ottenuti in ogni tappa e, in ultima istanza, al piazzamento ottenuto nell’ultima tappa disputata.

Questo è ciò che testualmente viene riportato all'interno del "Règlement du Tour de France" in vigore anche per l'edizione 2026, richiamando l'articolo 14, comma a) "Classifica generale individuale a tempo" in cui si spiega l'arcano: per capire chi fosse il leader, si è dovuti arrivare a sommare i vari piazzamenti fin qui ottenuti. Motivo per il quale nella tappa n.4 da Carcassone a Foix, frazione vallonata da 182km e 2.800 di dislivello complessivi e catalogata dal Tour con 3 stelle di difficoltà su 5 totali,  Tadej Pogacar sarà vestito di giallo. 

Ex aequo al Tour de France al 1° posto in classifica generale: non accadeva dal 1931

Quanto accaduto al traguardo di Las Angles ha una rilevanza anche storica, oltre che meramente statistica perché rappresenta una situazione più unica che rara. Nell'era moderna, da quando i tempi sono affidati a sistemi tanto sofisticati dal valutare anche i millesimi di secondo, non era mai accaduta una situazione simile e per ritrovarla al Tour bisogna rispolverare i vecchi annali della gara. Ci sarebbero solamente tre precedenti in 113 anni di Grande Boucle: nel 1914, nel 1929 e nel 1931. In quei casi, però, l'organizzazione risolveva la problematica con criteri di spareggio, quindi solo addizionando le posizioni nelle varie tappe, poiché i tempi erano spesso arrotondati al minuto e i distacchi erano minimi non esistendo la precisione odierna.

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