Dramma al Giro di Ruanda, un’auto falcia il pubblico uscendo di strada: due morti e sei feriti

Ciclismo in lutto per quanto accaduto al Giro di Ruanda, sulle strade che solamente qualche mese fa hanno ospitato il Mondiale si strada: in occasione della prima tappa, attorno al 100° chilometro della gara, una delle auto autorizzate a seguire i ciclisti ha perso il controllo piombando sulla folla presente ai lati del percorso. Bilancio tragico: due morti e sei feriti tra gli spettatori.
Cos'è successo al Giro di Ruanda: un'auto sbanda e uccide due spettatori
Un incidente tanto tragico quanto gravissimo è accaduto nel corso della prima tappa del Giro di Ruanda 2026. Attorno al km 100 di gara, tra le località di Nyagatare e Kabaore, una vettura tra quelle autorizzate a seguire i ciclisti durante il percorso ha improvvisamente perso il controllo, uscendo di strada e finendo nel pubblico. Una sbandata fatale perché nell’impatto due spettatori sono rimasti uccisi e almeno altri sei feriti. Subito la gara si è interrotta, per poi concludersi con la vittoria dell'israeliano Einhorn che ha espresso tutto il proprio rammarico per la tragedia. Ora si è aperta un'inchiesta con la polizia nazionale che sta ancora indagando sulle reali cause di questo assurdo incidente.
Le condoglianze delle autorità ruandesi davanti ad una tragedia inspiegabile
Il ministro dello Sport del Ruanda, Nelly Mukazayire, ha espresso tutto il proprio cordoglio su una vicenda che ha dell'incredibile per la sua dinamica: "E’ un momento molto triste per la corsa e il nostro Paese" ha detto pubblicamente, "L’incidente ci ricorda l’importanza della sicurezza sulle strade: bisogna sempre fare grande attenzione quando si guida o si incitano i corridori lungo la strada".
Solamente a settembre 2025 il Ruanda aveva ospitato una prestigiosa edizione dei Mondiali su strada, la prima in assoluta in terra d'Africa. Dominata ovviamente da uno strepitoso Tadej Pogacar. Una rassegna iridata che aveva avuto un enorme riscontro di pubblico sia in televisione sia sul posto, con centinaia di migliaia di persone che avevano fatto da cornice.