Albert Philipsen mostra le conseguenze del suo terribile incidente nel giorno della Maglia Rosa di Ciccone

Nel giorno più bello di Giulio Ciccone che dopo la terza tappa ha conquistato la sua prima Maglia Rosa in carriera, sfruttando gli abbuoni e col 3° posto al traguardo di Cosenza, in Lidl-Trek c'era chi ricordava le proprie precarie condizioni a seguito di una terribile caduta, subita in allenamento: Albert Withen Philipsen, giovane virgulto e talento del WolrdTour belga, che venerdì ha rischiato la vita: "Non ricordo nulla, mi sono risvegliato in ospedale. E dopo due giorni di medicazioni, il reparto era rimasto senza bende…"
Alla gioia di Ciccone al Giro 2026 fa da contraltare il dolore e la resilienza di Philipsen, due corridori uniti dagli stessi colori e dalla medesima passione che hanno descritto in una contemporanea voluta dal destino beffardo, due storie sportive diametralmente opposte. Da un lato le lacrime di gioia di Ciccone, in Maglia Rosa, "un sogno cullato da bambino", incredulo dal momento in cui glielo hanno anticipato subito dopo il traguardo, fin sul palco, visibilmente emozionato. Vibrazioni poi postate sui social, inondando di rosa, le proprie pagine, tra video e immagini celebrativi di una giornata già diventata storica.
L'incidente di Philipsen in allenamento: "Non ricordo nulla, ho usato tutta l'adrenalina per reagire"
Dall'altro, la durezza delle immagini pubblicate dal giovane Philipsen, completamente ricoperto da bendaggi e cerotti, su un letto di ospedale dove è stato ricoverato d'urgenza dopo un terribile incidente in allenamento, in cui ha perso conoscenza ed è stato salvato in tempo per miracolo. Lesioni su tutto il corpo, viso tumefatto, arti bloccati. Ma ancora pronto a reagire e a ripartire, malgrado tutto e tutti. Non prima di aver raccontato la sua difficile storia.
Albert Withen Philipsen, diciannovenne talento di punta della Lidl-Trek, è stato infatti protagonista di un terribile incidente venerdì scorso durante un allenamento in una discesa percorsa a oltre 80 km/h: le luci si sono spente improvvisamente, senza che il ragazzo ricordi cosa sia davvero accaduto. Il danese, fortunatamente, è ancora vivo, senza aver riportato traumi interni ma solo fisici ed evidenti e ha potuto raccontare l'accaduto: "È stata la prima volta che ho avuto tanta paura dopo un incidente ma per fortuna mi hanno trovato subito e alcune persone mi hanno aiutato prima dell'arrivo dell'ambulanza" ha iniziato a raccontare sui social.

Philipsen non molla il suo sogno nel ciclismo malgrado la dura caduta: "Tornerò ancora più forte"
Tra una foto del viso tumefatto e una degli arti superiori, completamente bendati dall'avambraccio alle mani, Philipsen prosegue il suo racconto: "Non ricordo molto di quanto accaduto: un attimo prima stavo scendendo a 80 km/h, l'ultima cosa che ricordo è di essere sdraiato a terra. Solo, semi-cosciente, cercavo di usare l'adrenalina per chiamare i soccorsi mentre il sangue mi colava dal viso". Poi i soccorsi e la pronta corsa in ospedale che gli ha salvato la vita: "Ti rendi conto che è stato un brutto incidente quando in ospedale finiscono le bende, solo dopo due giorni". Infine l'ultimo grido, di resilienza e speranza: "La guarigione richiederà del tempo, ma tornerò più forte"