Zoe Cristofoli, compagna di Theo Hernandez: “Felice di vivere in Arabia. Qui se rubi ti tagliano le mani”
Vive in Arabia Saudita, guarda le immagini dei saccheggi e delle devastazioni che arrivano dalla Francia e dall'Italia e invoca il modello saudita quale unica risposta possibile "per questi esseri schifosi". Zoe Cristofoli, compagna di Theo Hernandez all'Al-Hilal, ha commentato un video divenuto virale in cui una commerciante, impugnando un'asta, prova a farsi scudo e difendere il proprio negozio dall'assalto dei facinorosi. La presa di posizione è netta e volutamente estrema: "Se rubi al prossimo, ti tagliano le mani".
Il post, pubblicato nelle storie di Instagram, non si limita a condannare l'episodio. Cristofoli propone un raffronto molto crudo tra il Paese in cui si trova oggi, dopo l'ultima esperienza del calciatore al Milan, e quello che apprende dalle immagini veicolate sui social oltre alle ricostruzioni dei media sugli incidenti. La sua presa di posizione è volutamente cruda nell'esprimere sostegno a punizioni corporali che, rispetto a fatti e individui del genere, rappresentano (a suo dire) il solo deterrente possibile. "All'inizio pensavo: troppo? Ora penso che non ci sia altra scelta per placare certi animali. Nessuna attenuante. Solo Out".
"Fiera di essere italiana": il messaggio di Zoe Cristofoli
Le parole di Cristofoli hanno acceso subito il dibattito per i toni e il riferimento alla sharia. Al centro del suo intervento c'è l'opinione che la severità assoluta è necessaria per arginare i disordini e impedire l'emulazione di certi comportamenti. Un ragionamento che trae spunto dalla sua esperienza diretta a Riad, dove dice di sentirsi al sicuro proprio grazie a quel sistema di leggi che in Occidente sono considerate incompatibili con lo Stato di diritto.

"Se Dio vuole, resterò ancora qui il più possibile. Non ho mai chiesto nulla all'Italia. Ho sempre lavorato sodo, mi sono costruita le mie cose nel mio piccolo, senza togliere niente a nessuno e senza chiedere niente a nessuno. Ho sempre pagato le tasse e continuo a farlo anche vivendo lontano, purtroppo".
La compagna di Hernandez ha chiarito di voler continuare a vivere in Arabia Saudita ma senza rinnegare le proprie origini. "Sono e sarò sempre fiera di essere italiana. Fiera delle mie radici, dei valori con cui sono cresciuta, dell'importanza della famiglia che mi hanno trasmesso le persone a me care e di tutto ciò che di meraviglioso il nostro Paese rappresenta".
"Cosa non ha funzionato?": le domande sulla causa reale delle violenze
In una storia successiva la compagna di Hernandez ha respinto anche ogni accusa di razzismo a e intolleranza da parte di chi, nel commentare la sua riflessione, l'ha invitata a "restare" lì dov'è e a non tornare più in Italia.
"Non sono razzista e non lo sarò mai. Ma davanti alle immagini di violenza e alle guerriglie che stiamo vedendo in Italia, in Francia e in altri Paesi europei, credo che limitarsi a commentare quello che sta succedendo oggi sia troppo facile", ha scritto spostando poi il discorso sulle cause.

"La violenza non è mai giustificabile. Ma invece di fermarci solamente alle conseguenze, forse dovremmo avere il coraggio di chiedere: perché siamo arrivati a questo punto? Cosa non ha funzionato? Cosa è stato sottovalutato negli anni? Perché determinate situazioni sono diventate così difficili da gestire?".
Il messaggio si chiude con un interrogativo sul futuro. "Farsi queste domande non significa essere razzisti. Significa voler capire un problema prima che diventi ancora più grande. Perché ignorare un problema non lo farà sparire. Oggi è così domani cosa sarà?".
Cosa è successo e perché il video ha scatenato il commento
Tutto nasce da uno dei filmati che mostra il titolare di un negozio intento a proteggere la propria attività durante un saccheggio. Immagini che Cristofoli ha ripreso come spunto per una riflessione più ampia sulla capacità e sull'organizzazione delle Istituzioni a gestire l'ordine pubblico in Europa, contrapposta a quella che definisce l'estrema efficacia del modello saudita.