Yerry Mina e il trucchetto anti-sportivo su Hojlund: gli ha fatto “la mossa del capezzolo”

Yerry Mina lo ha fatto di nuovo. Pur di fermare Rasmus Hojlund ha sfoggiato la "mossa del capezzolo", un trucchetto anti-sportivo molto efficace che serve per addomesticare gli attaccanti più tenaci, pericolosi, quelli che ti possono sfuggire e lasciarti sul posto anche se sono spalle alla porta. In cosa consiste questo trattamenti speciale del difensore sudamericano del Cagliari? Non è difficile capire cosa abbia fatto (di nuovo) al danese: la definizione del suo comportamento è chiarissima… altrettanto lo sono le immagini che mostrano il calciatore del Napoli visibilmente dolorante a terra. L'ex Manchester United tiene la mano destra stretta al petto, continua a tenerla lì anche quando si rialza. Quella parte "attenzionata" gli duole, alza perfino la maglietta per mostrare all'arbitro, Mariani, cosa ha subito. Ma il direttore di gara può fare nulla, né il Var intervenire.
Hojlund dolorante al petto, fatica a rialzarsi da solo
L'episodio è accaduto nella ripresa. Al 78°, su azione di rimessa del Napoli, c'è il contatto tra il difensore dei sardi e la punta scandinava. In diretta non si capisce bene subito cosa è successo. Anzi, il telecronista crede addirittura che Hojlund sia stato contrato da un altro calciatore del Cagliari. Poi, quando la regia allarga il campo dell'inquadratura e cambia prospettiva, si intuisce perché il danese si lamenta e avverte una fitta fortissima.

Il replay si sofferma sul contatto tra Mina e l'avversario: si nota che fa sentire la "sua presenza" alle spalle, prova a impedirgli di girarsi o scaricare palla, gli porta un braccio sul fianco ed è in quel momento che il giocatore del Napoli cade e resta a terra. Un pizzicotto o forse un colpo celato bene, sferrato a tradimento: il colombiano ha riservato a lui lo stesso trattamento che due anni fa fece infuriare Victor Osimhen.
Il difensore colombiano e la trappola del nervosismo
Yerry Mina non è nuovo a comportamenti di questo tipo. In Serie A è conosciuto dagli attaccanti come dei difensori più ingegnosi nel modo fi provocare gli avversari. Si arrangia come può, alla vecchia maniera. E riesce a farlo senza dare troppo nell'occhio dei direttori di gara. Il campionario è sempre lo stesso: spintoni, gomitate, pestoni, parole in libertà e – se necessario – arriva anche la stretta al capezzolo. Hojlund non è cascato nella trappola del nervosismo come invece è capitato a Durosinmi del Pisa, espulso per aver reagito in maniera plateale e violenta nei confronti dell'avversario che lo stava strattonando.

Qualcosa del genere era capitata anche ad Alvaro Morata: ammonito dal direttore di gara, l'attaccante del Como venne richiamato in panchina perché visibilmente nervoso. "Vado forte su tutti i palloni, non me ne frega un c***o", disse il colombiano in tv spiegando senza giri di parole come interpreta il suo ruolo.