Yamal: “La gente dice che vorrebbe essere al mio posto per i soldi, ma io vorrei essere al loro posto”
Nel Barcellona di Flick che ha iniziato la stagione volando e segnando a manetta, c'è il solito Lamine Yamal dal rendimento strepitoso, anche se fa specie dire ‘solito' per un calciatore che ha ancora solo 19 anni, appena compiuti a luglio. Il gioiello della nazionale iberica è partito con 8 gol e 4 assist nelle prime 8 partite, tanto per gradire. La sua autocandidatura per il Pallone d'Oro è solida, avendo vinto Liga e Mondiali con Barcellona e Spagna, ma Yamal sostiene che è lui a invidiare gli altri quando questi invidiano lui per successo e soldi.
Yamal si rende conto di aver perso la possibilità di avere una vita ‘normale'
Lamine si è aperto sul tema della sua vita a Barcellona nel corso dell'intervista a Jorge Valdano su ‘Movistar Plus', spiegando che non è così meravigliosa come la gente crede, ci sono aspetti negativi che a quanto pare soffre non poco: "Mi capita sempre quando vado in giro per Barcellona, magari vado a comprare vestiti e la gente mi dice: ‘Vorrei essere al posto di Lamine e potermi comprare tutto quello che voglio'. Per quanto mi riguarda, è proprio il contrario".
Il problema, comune a tutte le stelle di prima grandezza dello sport e in generale a tutti i personaggi di una certa fama, è quello della privacy, che nel caso di Yamal è pari a zero, con conseguente impossibilità di avere una vita ‘normale': "Vorrei essere al vostro posto e poter mangiare qualcosa in pace per la strada, o semplicemente mescolarmi alla gente senza attirare troppa attenzione".
"Io leader? Lo noto, perché la squadra si rivolge sempre a me nei momenti difficili"
Quanto alle accuse che gli vengono rivolte di avere un ego smisurato e di essere arrogante, Yamal fa spallucce: "Credo che l'ego unito al controllo sia un'ottima cosa, a patto che rimanga sempre sotto controllo, perché giova a tutta la squadra. Voglio sempre avere con me giocatori che credono di essere i migliori. Io un leader? Sono i tuoi compagni di squadra che ti danno l'opportunità di diventare un leader, e lo noto davvero, perché la squadra si rivolge sempre a me per avere risposte nei momenti difficili, e sono molto grato che sia così".