Il Napoli perde con l’Arsenal in Champions ma può essere contento. E no, non è folle pensarlo

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Una giocata di Odegaard a un quarto d’ora dalla fine consegna la vittoria (1-0) ai Gunners. Bicchiere mezzo pieno, la squadra ha mostrato progressi rispetto agli errori clamorosi con Como e Inter. De Bruyne manca il pari nel finale.

Il Napoli non ha perso male contro l'Arsenal in Champions, gelato da una rasoiata di Odegaard a un quarto d'ora dalla fine. Ma ha perso a testa alta. Si può essere contenti per essere stati battuti solo 1-0? Dipende dai punti di vista… considerati i timori della vigilia, non aver subito un risultato più pesante è stato già tanto. Per quel che s'è visto, invece, accarezzare la possibilità di portare a casa un pareggio non è sembrato una chimera. Ma è arrivata la giocata del campione, che ha finalizzato una qualità di scambi e palleggio elevati, e il sogno dei partenopei è svanito. Bicchiere mezzo pieno? Sì. Da bere tutto d'un fiato per la generosità mostrata, per il paratone di Milinkovic-Savic e il salvataggio quasi sulla linea di Rafa Marin che ha tenuto vivo il Napoli evitando il raddoppio nel finale. E che rabbia per De Bruyne che a un passo dalla porta non tira, ma sceglie un assist che si perde nella selva di difensori avversari. Da un giocatore come lui ti aspetti ben altro in frangenti di quel tipo.

E questa è già un'ottima prospettiva per Massimiliano Allegri, giunto alla sfida di Coppa con i campioni di Premier League (e vice campioni d'Europa) con negli occhi ancora gli errori-orrori clamorosi commessi con il Como (sconfitta 1-2 al Maradona) e con l'Inter (ko subito in rimonta nonostante il 2-0 di vantaggio). Tanto in difesa, quanto in attacco il campionario delle cose sbagliate ha fatto trasecolare il tecnico livornese. E se al novero si aggiunge anche il vezzo di Alisson Santos di essere poco efficace, allora si può capire quanto abbia sofferto uno spirito pragmatico come il suo. Almeno contro i Gunners, però, il brasiliano ha messo da parte i giochetti di "suola" pur non brillando per le scelte giuste e per azioni ficcanti. Poi è dovuto uscire perché i muscoli hanno iniziato a fare i capricci pure con lui.

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Cosa volevi chiedere di più a questa squadra? Niente, oggettivamente. Lo scontro era impari per gli uomini in campo e, più ancora, per quelli in panchina. Arteta ha solo l'imbarazzo della scelta: qualunque carta peschi dal mazzo, gli va bene. Allegri deve fare di necessità virtù, complici anche le assenze pesanti di Anguissa e McTominay. Il Napoli ha profuso carattere, ha rispettato le consegne di Allegri che deve essersi sgolato per spiegare come si sta compatti in campo (secondo le sue idee), ha resistito alla pressione degli inglesi, non s'è lasciato prendere dal nervosismo né ha tremato quando i Gunners hanno sfiorato il gol in tre occasioni clamorose. Ha meritato applausi sinceri d'incoraggiamento quando Favasuli, che l'anno scorso era in B col Catanzaro, ha scaldato il pubblico con la sua buona volontà e un debutto di personalità. Merino (provvidenziale la parata di Meret), Saka e Hincapié hanno mancato la deviazione vincente: Arteta che mette le mani in faccia e si chiede "come hanno fatto?" restituisce l'esatta impressione di sorpresa del manager. E il Maradona ammutolito, col fiato trattenuto, ha descritto alla perfezione il pathos di quei momenti. Insomma, nonostante tutto, non mancano i motivi per essere contenti. Diciamo così.

Lo spettro degli infortuni. Più che lo staff medico d'avanguardia, agli azzurri serve uno stregone. Battute a parte, quando la panchina ha consigliato a Meret (che aveva segnalato un problema muscolare) di buttarsi a terra per agevolare il cambio dopo nemmeno una ventina di minuti del primo tempo, è stata questa la prima cosa balenata in testa ai tifosi. Fuori anche Alisson Santos nella ripresa. E che c… McTominay è stato operato al cuore (ablazione) per guarire da un'artimia. Anguissa ha accusato un risentimento contro l'Inter. Marianucci e Buongiorno si sono fatti male senza nemmeno iniziare la stagione. Emergenza che non finisce mai, che succede?

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Postilla per Noa Lang. Ma cosa passa per la testa dell'olandese? Allegri, che in passato alla Juve non s'era fatto scrupoli nello spedire in tribuna Bonucci, gli ha riservato lo stesso trattamento. Il motivo? "Comportamento inidoneo in allenamento", è stata la versione ufficiale fornita dal direttore sportivo, Giovanni Manna. Non ha aggiunto altro se non che il calciatore "si è scusato, il caso è chiuso e da domani è disposizione". E se con Conte non c'è mai stata corrispondenza emotiva, adesso cosa c'è che non va con il tecnico livornese? Magari è solo una tirata d'orecchie… sempre che non finisca come a gennaio scorso.

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