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Uno degli artisti affetti da nanismo che era alla festa di Lamine Yamal ha svelato cosa è successo

Uno degli artisti affetti da nanismo che si è esibito alla festa di compleanno di Yamal ha parlato svelando cos’è realmente accaduto al party dell’attaccante del Barcellona.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Lamine Yamal ha compiuto 18 anni festeggiando il compleanno della maggiore età in una location sconosciuta agli invitati fino a poco prima dell'inizio. Un party che ha però suscitato polemiche feroci in Spagna dopo la denuncia dell'associazione ADEE, che si occupa delle persone con acondroplasia e altre displasie scheletriche con nanismo, perché il giocatore ha ingaggiato persone affette da nanismo per intrattenere gli ospiti.

Una denuncia che ha fatto scoppiare un autentico caso che ha richiesto anche l'intervento del governo spagnolo con la presa di posizione del Ministero dei diritti sociali il quale avrebbe chiesto alla Procura, al Difensore civico e all'Ufficio per la lotta ai crimini d'odio di indagare sulla vicenda per cercare di capire se fosse stata violata dal giocatore la legge sulla disabilità.

Nel frattempo però a parlare in forma anonima a ‘MARCA' è stato proprio uno degli artisti in questione a cercare di far luce sulla vicenda spiegando cosa sia realmente accaduto. L'uomo, affetto da nanismo, ha difeso completamente il proprio lavoro: "Nessuno ci ha mancato di rispetto, lasciateci lavorare in pace".

La presa di posizione di uno degli artisti ingaggiati da Yamal

Una rivelazione in forma anonima a causa del caos mediatico scoppiato. L'uomo ha continuato: "Non capisco perché ci sia così tanto clamore. Siamo solo persone normali che fanno quello che vogliono in modo completamente legale". Parole che sicuramente vanno in controtendenza rispetto a quanto denunciato dall'associazione ADEE presa di mira proprio dall'artista che si è esibito alla festa di Yamal:

"Da un paio d'anni queste persone ci stanno danneggiando – spiega -. Vogliono proibirci un lavoro che amiamo e in nessun caso hanno offerto lavoro o corsi alle persone colpite". E poi aggiunge: "Lavoriamo come animatori. Perché non possiamo farlo? A causa delle nostre condizioni fisiche?".

Le parole dell'artista che si è esibito alla festa di Yamal

Una persecuzione che per lui ha più a che fare con un cambio alla presidenza dell'associazione che altro: "C'è un nuovo presidente che si sente inferiore e vuole fregarci tutti quanti". Non ha voluto spiegare cosa sia successo perché all'epoca aveva firmato un accordo di riservatezza, ma ha assicurato di non essere stati trattati in modo rispettoso:

"Sappiamo qual è il nostro limite e non lo superiamo mai: non siamo scimmie in una fiera". E spiega in generale cosa facciano quando vengono ingaggiate alle feste: "Balliamo, facciamo magie… ci sono spettacoli di ogni tipo". E racconta quanto accaduto: "Eravamo solo a uno dei tanti eventi, tutti si divertivano un mondo. Tutto questo trambusto è iniziato solo perché era la festa di Lamine Yamal".

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