Tudor rifiuta di rispondere dopo la sconfitta del Tottenham: “Meriti il posto?”, “No comment”

Quello di Madrid non è stato un dopo partita facile per Igor Tudor, alle prese con lo stato comatoso di un Tottenham sempre più sprofondato nell'abisso: da quando l'ex tecnico della Juventus è subentrato in panchina all'esonerato Frank all'inizio di febbraio, sono arrivate solo sconfitte, quattro in quattro partite giocate.
Disfatta del Tottenham contro l'Atletico Madrid in Champions League, la scelta di Kinsky è disastrosa
Se in Premier League la retrocessione è a un passo (appena un punto di vantaggio sulle terzultime Nottingham e West Ham), in Champions l'eliminazione negli ottavi è ancora più probabile, dopo il disastro dell'andata con l'Atletico. Un 5-2 peraltro pesantemente condizionato dai disastri combinati dal portiere Antonin Kinsky, sostituito per disperazione da Tudor dopo un quarto d'ora e due papere allucinanti. Incalzato sul suo futuro, il tecnico croato rifiuta di rispondere, mentre non può sottrarsi al fuoco di domande sulla scelta del portiere.
Tudor: "Kinsky titolare era la scelta giusta prima della partita, l'ho tolto per proteggerlo"
Tudor spiega e difende la sua scelta, fatta anche per il rendimento ultimamente deficitario del titolarissimo Vicario: "Perché Kinsky e non Vicario? Era il momento giusto per farlo. È quello che pensavo prima della partita. Ora, dopo la partita, ovviamente non c'è niente da commentare, ma per il momento in cui si trovava la squadra, partita di Champions League, per me Kinsky era la scelta giusta prima del match. Dopo, naturalmente, no".
Parole dette a caldo ai microfoni della TV e ribadite dopo in conferenza stampa: "Kinsky? Situazione incredibile, niente da commentare. Prima della partita era la scelta giusta da fare nel momento in cui ci troviamo. C'era pressione su Vicario, era un'altra competizione, Toni è un ottimo portiere. Per me era la decisione giusta. Dopo, ovviamente, è facile dire che non lo era".
Quanto alla decisione di sostituire il 22enne portiere ceco dopo 17 minuti, Tudor spiega: "Sono cose che capitano molto raramente, nei miei 15 anni da allenatore non l'ho mai fatto. È stato necessario per proteggere il ragazzo, per proteggere la squadra. Ho spiegato a Toni che è il ragazzo giusto e un buon portiere. Purtroppo questi errori sono successi in questo big match. Nello spogliatoio era dispiaciuto. Ha cercato di discolpare la squadra. Ma la squadra è con lui. Anch'io. Toni capisce il momento. Capisce perché è uscito. Come ho detto prima, è un ottimo portiere. Siamo tutti uniti, non si tratta di un solo giocatore".
Quanto alla sua panchina sempre più traballante, l'ex allenatore della Juventus non risponde a precisa domanda sull'argomento. "Pensi di meritare di continuare come allenatore?", gli chiedono. "No comment", è la risposta che sa di consapevolezza dell'esonero molto vicino.