Il calcio spagnolo è stato un modello per un decennio, il Barcellona l’esempio da copiare. Tanti allenatori hanno preso a imitare Guardiola, allenatore rivoluzionario considerato come fosse quasi un guru. Nei suoi quattro anni sulla panchina dei catalani al suo fianco ha avuto un grande tecnico Tito Vilanova, che fu scelto come successore di Pep. Vilanova sulla panchina dei catalani da capo allenatore ci è stato poco, solo una stagione. La malattia gli ha impedito di continuare e il 25 aprile del 2014 Tito è morto. Ha lasciato un grande ricordo, non solo perché si dice così quando si omaggia chi non c’è più. Commozione vera all’epoca e soprattutto una traccia indelebile lasciata nel calcio mondiale con l’intuizione del falso nueve che ha portato Messi a essere uno dei più grandi giocatori di ogni tempo.

Le conversazioni con Vilanova

In una storia ultra centenaria e ultra vincente il Barcellona ha avuto un numero impressionante di ‘miti’ e di ‘leggende’, tra questi c’è anche Carles Rexach, che è stato allenatore e giocatore, fu lui a suggerire a Vilanova l'idea di spostare Messi al centro dell’attacco. Tito ne parlò prima con Guardiola e poi con Messi. Ne discussero parecchio, iniziarono a lavorarci su, ci pensarono, anche la notte. Pep non era proprio convintissimo. Non era una decisione semplice. Non è mai facile modificare la posizione di un calciatore figuriamoci di due, l'altro era Eto’O. Nel giorno del ‘clasico’ con il Real nella solita sfida per la Liga al Bernabeu si decide di osare: Messi falso nueve, finisce 6-2 per il Barcellona che vince il titolo e si toglie uno sfizio enorme contro i rivali di sempre, umiliati a casa loro. Una mossa vincente fatta a sorpresa in una gara fondamentale, insomma qualcosa di geniale che avrebbe fatto la storia. Messi è diventato uno degli attaccanti più prolifici di sempre, e grazie a tutti quei gol si candida a essere uno dei migliori di sempre. E il falso nueve è diventato un pallino di tanti allenatori che, con alterne fortune, hanno imitato il Barcellona di Guardiola e la mossa geniale di Tito Vilanova, e hanno sperato di trovare un falso neuve (quasi) come Leo.

Di quel cambio di posizione ne ha poi parlato Leo Messi che, in una lunga intervista rilasciata anni fa a ‘DAZN’, rievocando il suo percorso e partendo da quando era ancora un bambino e giocava in Argentina e finì per parlare di quella partita, quel Real-Barcellona, in cui giocò da falso nueve, e confermò che Vilanova fu decisivo a dissipare i suoi dubbi. Messi quella posizione non voleva averla, anche se poi capì che per lui in fondo non era un grande cambiamento, perché non doveva rimanere fermo in area che quei bomber di una volta.

Leo e la promessa a Tito Vilanova, non lascerò il Barcellona

Ha sempre riconosciuto grandi meriti a Vilanova Leo Messi che non ha abbandonato il suo maestro nemmeno nel momento più difficile. Tito divenne l’allenatore nel 2012-2013, quella stagione l’ha vissuta a metà, nel mese di dicembre fu annunciato che aveva il cancro, andò a curarsi a New York, tornò a marzo, vinse il campionato e giunse fino alla semifinale di Champions. A fine stagione lasciò la panchina, la situazione era disperata. Tito rimase a Barcellona dove spesso incontrò Messi, che prima del Mondiale brasiliano aveva molti dubbi sul suo futuro e iniziò a pensare all’addio al Barcellona, ma proprio chiacchierando con Vilanova, lo fece fino a pochi giorni prima della morte di Tito, capì che la Catalogna era il posto adatto a lui. Come ha ricordato Roura, che era il vice di Villanova: “Tito era in una fase molto delicata e Leo non era non convinto di rimanere.  Hanno passato molte ore a chiacchierare e Messi alla fine ha deciso di restare qui con noi”.