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29 Dicembre 2021
18:25

Tino Lettieri, l’italiano diventato leggenda in Canada che in campo parlava con i pappagalli

Tino Lettieri è il più forte portiere della storia del calcio canadese: nato a Bari, è vissuto e cresciuto tra USA e Canada fino a diventare un simbolo dei Canucks.
A cura di Vito Lamorte
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Deve esserci un legame particolare tra Vancouver e l'Italia. L'ultima stagione dei Whitecaps ha visto l'allenatore toscano Vanni Sartini prendere la squadra e portarla dall'ultimo posto a Ovest alla qualificazione ai playoff di Major League Soccer, riannodando un filo con il primo calciatore italiano sbarcato in Canada a cavallo degli anni '80. Il legame tra lo  stato dell'America Settentrionale e il nostro paese è stato sempre molto forte, soprattuto dovuto alle migrazioni dell'inizio del XX secolo, quando oltre 60.000 italiani si trasferirono in Canada dall'Italia meridionale e delle parti agrarie del nord-est. Dopo un stop inseguito al primo conflitto mondiale, una seconda ondata importante è stata registrata dopo la seconda guerra mondiale: dalle regioni del centro-Sud in tanti hanno scelto di raggiungere il Canada, realtà giovane e in forte crescita.

Tra loro c'erano anche Martino Lettieri detto "Tino", il più forte portiere della storia del calcio canadese, e la sua famiglia. Nato a Bari il 27 settembre 1957, Tino si trasferì in Canada ancora bambino e ancora oggi è considerato una leggenda: é lui l'uomo ad aver difeso la porta dei Canucks alle Olimpiadi del 1980 e ai Mondiali del 1986 in Messico, l'unica a cui hanno preso parte i canadesi.

Era soprannominato The Bird Man of Minnesota, perché giocò gran parte della sua carriera con i Minnesota Kicks e gli Strikers, con una parentesi ai Vancouver Whitecaps tra i due periodi prima di smettere con gli Hamilton Steelers. Si dedicò anche al football indoor, che potremmo definire una sorta di calcio al coperto giocato con alcune regole prese dall'hockey, e nel 2001 è stato inserito nella Soccer Hall of Fame canadese. 

Oltre ad essere un simbolo del calcio in Canada, Lettieri viene ricordato anche per la sua passione per i pappagalli. Ne aveva due in casa con sé: Lulu, un pappagallo dalle penne rosse, e il suo preferito Ozzie, giallo e blu. Tino si fece realizzare un peluche uguale a quest'ultimo per portarlo con sé in campo e prima di affrontare un calcio di rigore, specialità in cui eccelleva, si rivolgeva al pupazzo con lunghi monologhi per deconcentrare l'avversario.

Il portiere di origini italiane e il suo peluche diventano un marchio, tanto che ai Minnesota Strikers si vendono t-shirt e cappelli con la loro foto. La situazione degenerò in breve tempo: i tifosi avversari si accanirono sul pupazzo e dopo un furto a Pittsburgh e un petardo a Edmonton sulla nuova copia, ecco che a Chicago i supporter degli Sting prendono di mira il portiere lanciandogli dei crackers. Dopo tutti questi eventi la NASL (North American Soccer League) proibì, in maniera definitiva, a Lettieri di portare il pupazzo in porta.

Tino mise a referto 24 presenze con la nazionale canadese e alla Coppa del Mondo del 1986 subì quattro dei cinque gol in del torneo: non giocò contro la Francia all'esordio (1-0, rete di Papin) ma fu titolare contro l'Ungheria nella seconda gara, 2-0 con gol di Esterházy e Détári; e nell'ultimo match contro l'Unione Sovietica, quando raccolse in rete i palloni calciati da Blochin e Zavarov.

Il portiere di origini pugliesi ha sposato Michelle Nanne, figlia dell'ex giocatore di hockey e dirigente sportivo Lou Nanne, e il figlio Vinni ha seguito del nonno materno, visto che è un hockeista professionista e gioca con gli Anaheim Ducks nella National Hockey League. Dopo aver riposto i guantoni nel borsone, Lettieri si è lanciato nell'ambito alimentare e in questo momento gestisce la "Tino's Cafè Pizzeria" a Shorewood, in Minnesota.

Lasciarono il segno in Canada i fratelli Sam e Bob Lenarduzzi, che è stato a più riprese CT della nazionale; passando per Carmine Marcantonio fino ai più noti Roberto Bettega, Bernardo Corradi, Matteo Ferrari, Marco Di Vaio, Alessandro Nesta e Sebastian Giovinco. Il prossimo sarà davvero Lorenzo Insigne

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