Ternana a un passo dal baratro: liquidazione volontaria e futuro appeso al tribunale

La Ternana entra ufficialmente in una fase delicatissima della sua storia societaria. Dopo l’assemblea dei soci è stata deliberata la messa in liquidazione volontaria del club come confermato dall’ormai ex amministratore delegato Fabio Forti, che ha anche annunciato le sue dimissioni a Ternananews: “Mi sono dimesso da amministratore delegato. La società è in liquidazione volontaria, non è fallita. I prossimi passi? Lo deciderà il liquidatore. La società ha deciso di non aumentare il capitale sociale, non effettuare i versamenti necessari per coprire le perdite e quindi procedere alla liquidazione della società”.
Una decisione che, di fatto, apre una serie di possibili scenari per il futuro del club rossoverde. La gestione passa ora nelle mani di un liquidatore, mentre sarà il tribunale di Terni a dover nominare un curatore e stabilire se esistono le condizioni per proseguire l’attività sportiva almeno fino al termine della stagione

Ternana, società in liquidazione volontaria: tutti gli scenari
Il punto chiave riguarda proprio la continuità: se non verranno ritenute sufficienti le garanzie economiche, la squadra potrebbe non essere autorizzata a completare il campionato, con conseguenze pesantissime anche sulla classifica.
Nel caso opposto, ovvero se verrà concesso l’esercizio provvisorio, la Ternana potrà proseguire fino a fine stagione, mantenendo viva la competizione sportiva. In parallelo, il tribunale avrebbe comunque tempo fino al 30 giugno per cercare una possibile cessione del club, con l’obiettivo di individuare un acquirente in grado di rilevare la società.

In questo scenario, la nuova proprietà si farebbe carico esclusivamente dei debiti sportivi, mentre le passività pregresse resterebbero in capo alla vecchia gestione.
Qualora non arrivassero acquirenti né garanzie sufficienti, la Ternana rischierebbe l’esclusione dai campionati professionistici e il fallimento. In quel caso, il calcio cittadino sarebbe costretto a ripartire dai dilettanti, con la ripartenza dall’Eccellenza secondo le norme federali, oppure dalla Serie D in caso di trasferimento di un titolo sportivo disponibile nella stessa provincia.