Adesso è ufficiale, Suning lascia il calcio in Cina: il Jiangsu non sarà più gestito dal gruppo di Zhang Jindong, proprietario anche dell'Inter. L’annuncio è arrivato nella notte italiana, attraverso un comunicato: "A causa della sovrapposizione di vari elementi incontrollabili, il Jiangsu Football Club non può garantire efficacemente la continuazione dell’attività: da ora in poi, il Jiangsu Football Club si fermerà – si legge infatti nella nota pubblicata su Weibo dalla società cinese –. L’attività di ogni squadra verrà cessata e, allo stesso tempo, ci aspettiamo che proseguano su scala più ampia le questioni relative allo sviluppo successivo".

Lo stop alle attività riguarda sia la squadra maschile, vincitrice del titolo nel campionato cinese della passata stagione, sia la squadra femminile e tutte le squadre giovanili. Come annunciato in precedenza dunque questo è il primo passo di smarcamento del Gruppo Suning dal calcio: la squadra cinese, infatti, non rientra in quelle "attività strategiche" del gruppo sulle quali il patron Zhang Jindong aveva annunciato di puntare per il futuro della sua azienda. Dopo aver sondato il terreno per una cessione totale del club, messo in vendita addirittura alla cifra simbolica di 1 centesimo con la condizione che gli acquirenti si accollassero i circa 500 milioni di Yuan, ovvero 63,77 milioni di euro, di debiti (in larga parte stipendi non pagati), il colosso cinese ha deciso di sospendere tutte le attività del club.

Adesso resta da capire quale sarà il futuro dell'altra squadra di calcio di proprietà del gruppo Suning, ossia l'Inter. La famiglia Zhang sta trattando per la cessione con BC Partners e nel frattempo sta cercando finanziatori per dare sostegno alle casse nerazzurre e diminuire così l'impegno del Gruppo cinese nella società. Ma la decisione di chiudere il Jiangsu sembra essere un messaggio chiaro: il calcio (e di conseguenza anche l'Inter) non rientra tra le attività essenziali del colosso asiatico.