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Spalletti sul rigore di Locatelli: “Maremma impestata, qui si va al manicomio… o si fa un referendum”

Luciano Spalletti è tornato a spiegare perché il rigore contro il Sassuolo l’ha tirato Locatelli: “Una cosa del tutto normale… altrimenti ditecelo voi come fare che qui si va al manicomio… o facciamo un referendum”
A cura di Alessio Pediglieri
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La Juventus ha perso ancora punti per strada nella sua rincorsa alla Zona Champions League e questa volta ha pagato dazio contro un Sassuolo rimaneggiato nel profondo da una epidemia pre-gara che ha costretto Grosso a schierare una formazione largamente rimaneggiata. Che, però, è riuscita a strappare un pari clamoroso al JStadium, sventando quasi al 90′ un rigore, sbagliato da Locatelli. Episodio che ha riaperto la discussione sui problemi della Juve dal dischetto e che ha spinto Luciano Spalletti a perdere la consueta calma in conferenza stampa di fronte all'ennesima domanda su chi avrebbe dovuto batterlo: "Facciamo una cooperativa, anzi facciamo un referendum".

Sul dischetto all'86' di Juve-Sassuolo si è presentato lui. Manuel Locatelli, il "designato" dai tiri del dischetto: esito befasto, con un piattone lento e poco angolato che è finito tra le braccia di Muric, con i neroverdi che salvano il risultato e festeggiano, per l'amarezza bianconera che si trascina anche in conferenza stampa quando il confronto sull'episodio diventa centrale nell'analisi post-partita: "Ve lo spiego volentieri io l'episodio del rigore… ma vediamo di fare una presentazione normale di quello che è l'episodio". Spalletti si è mostrato visibilmente infastidito sull'argomento e ha subito calcato la mano, sul proprio pensiero. "Il rigorista chi è? L'altra volta mi avete domandato perché non l'ha battuto Locatelli ma perché l'ha battuto un altro… L'ha battuto David… perché l'ha battuto lui. L'ha battuto Yildiz… perché… Ora lo si fa battere a Locatelli, perché l'ha battuto Locatelli?"

La domanda retorica che cade nel vuoto del silenzio della sala stampa è un colpo di teatro perfetto per dare spazio al cuore del pensiero del tecnico bianconero: "Maremma impestata: ditecelo voi come fare, ditecelo voi sennò si va in manicomio, si va tutti in manicomio" ha continuato Spalletti che incalza chi prova a insistere sulla possibile confusione tra rigoristi: "Perché tirò Yildiz? Aveva il pallone in mano… capiterebbe anche a lei [rivolgendosi ad un giornalista che insisteva a chiedere il perché, ndr]: se si ritrova il pallone in mano lo calcia pure lei… Pigliano il pallone perché è positivo che lo vogliano battere. Poi parlo con Locatelli che è venuto lì e mi dice: "Io lo tiro". Dunque? Se tu lo vuoi battere lo batti te, perché sei tu il rigorista… "lo batto io", bravo vai e dì che t0ho detto che devi batterlo te"

Una ricostruzione capillare e precisa che apre all'ultima frase ad effetto con cui Spalletti chiude la saracinesca sul discorso: "E' stata una cosa del tutto normale… altrimenti facciamo una cooperativa… un altro referendum su chi deve battere il rigore…". Stop, fine, game over. Fino al prossimo tiro dal dischetto, al prossimo rigore.

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