Spagna nei quarti dei Mondiali, un gol di Merino al 91° manda a casa in lacrime CR7 e il Portogallo

La Spagna batte il Portogallo (1-0) con gol di Merino al 91°. La spunta per il rotto della cuffia, grazie (anche) a una giocata decisiva di Ferran Torres: subentrato nella ripresa, è lui che ha messo lo zampino nell'azione più importante del match. Furie Rosse avanti, Cristiano Ronaldo a casa in lacrime (è il suo ultimo Mondiale). Per quanto provi a trattenersi, non ce la fa a contenere il pianto che gli sgorga da dentro per la delusione e perché sa che è finita. Dopo 27 partite e 11 gol, ha disputato la sua ultima partita in Coppa del Mondo. "Sarò sincero con voi: a prescindere da quello che succederà domani, me ne andrò da qui con la coscienza pulita", aveva detto alla vigilia del match e va a raccogliere l'applauso del suo pubblico Vent'anni dal 2006 a oggi, lascia a testa alta uno dei pochi calciatori in grado di giocare e segnare in ben 6 Mondiali.
Gli spagnoli incroceranno nei quarti di finale (10 luglio) la vincente di Stati Uniti-Belgio che si disputa nella notte italiana nel bel mezzo di una tempesta di polemiche per la squalifica tolta a Balogun, la telefonata di Trump a Infantino, il colpo all'autorevolezza del presidente FIFA e della stessa Federazione.

La partita è tesa, equilibrata, ancorata a un'organizzazione tattica che trasforma il centrocampo in una tonnara nella quale si fa fatica a trovare il rais considerata la qualità elevatissima degli interpreti. La sfida vive di fiammate improvvise, palloni che d'un tratto spuntano da una selva di gambe e tagliano in due le squadre. Ci provano prima le Furie Rosse, che sembrano poter prendere il sopravvento con Oyarzabal che scatta in profondità, affonda la giocata e il tiro, ne divora uno clamoroso. Poi trova Diogo Costa attento, reattivo, in modalità "felino" quando c'è da fare appello ai riflessi e volare da una parte all'altra della porta. Si arrangia (benissimo) come può e tiene in piede i lusitani.
Il "vecchio" Cristiano Ronaldo fa il suo dovere fino in fondo: corre, aiuta la squadra, si fa vedere, non è statico e quando può, là davanti, mette lo scarpino sfoderando acrobazie ginniche ma Unai Simon pure è in vena di prodezze. Quasi capitola su una staffilata di Nuno Mendes: può nulla, lo salva una deviazione di un compagno che manda la palla sulla traversa.

Il "giovane" Lamine Yamal non s'accende mai veramente, è stranamente impreciso nel controllo, gli spazi che ha dinanzi a sé sono strettissimi. Finisce nel "cunicolo delle Termopili" costretto da Nuno Mendes (poi costretto a uscire per infortunio) e non trova mai veramente il guizzo oppure va col "piede molle" in area. Stasera va così, con poco palleggio e squarci di lampi a illuminare il bivio verso i quarti. Ci pensano Ferran Torres e Merino a mettere le cose a posto. E a mandare CR7 in "pensione", esce dal campo piangendo perché adesso è veramente finita.