Il tema del ritorno dei tifosi negli stadi italiani, dopo la pandemia che ha colpito (e che sta ancora spaventando) tutto il nostro paese, è molto caldo e continua a generare critiche e discussioni. Dopo la decisione della regione Emilia-Romagna, che ha emesso un'ordinanza per riaprire il Tardini e il Mapei Stadium in occasione della prima giornata di campionato di Serie A, anche a San Siro potranno infatti entrare 1000 tifosi per assistere all'amichevole di oggi (ore 18.00) tra la squadra di Antonio Conte e il Pisa. Gli spettatori che potranno prendere posto all'interno della ‘Scala del Calcio', scelti dalla società di Suning in rappresentanza di tutto il mondo nerazzurro, dovranno ovviamente fare il loro ingresso rispettando le norme attualmente in vigore e l'ormai famoso distanziamento sociale.

Il caos degli stadi

La scelta dell'Inter di ospitare una piccola parte della propria tifoseria, arriva a poche ore dall'ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dal grido di rabbia dell'amministratore delegato della Lega di Serie A, Luigi De Siervo: per nulla felice della decisione del Governo di chiudere gli stadi fino al 7 ottobre e dalla confusione generata dalle decisioni delle singole regioni: "La situazione che stiamo vivendo, alla vigilia della partenza della nuova stagione, è surreale. Abbiamo presentato a luglio un protocollo dettagliato di oltre 300 pagine per la riapertura parziale in massima sicurezza degli stadi, dettagliando per ciascun impianto le modalità attuative di ingresso, permanenza e deflusso dei tifosi".

"Al netto delle sacrosante deroghe concesse dalla Regione Emilia Romagna oggi, alla ripartenza del Campionato, il caos regna ancora sovrano – si legge nella nota ufficiale – La Lega Serie A chiede, per il rispetto che merita la nostra industria e i nostri tifosi, che al più presto si faccia chiarezza sulla riapertura dei nostri stadi, seppur parziale e condizionata al rispetto delle condizioni di sicurezza per il pubblico".