L'impasse che si è creato tra il governo e i vertici del calcio italiano, attorno alla possibile ripresa del campionato di Serie A, ha richiesto l'intervento diretto del premier Giuseppe Conte. Come auspicato dai principali rappresentanti del movimento calcistico, la fase decisiva del confronto vedrà partecipare anche il primo ministro. Un modo per aggirare i contrasti sorti nel corso delle ultime settimane con il ministro dello sport Vincenzo Spadafora – divenuti quasi un caso politico nella maggioranza – e arrivare ad una decisione nel minor tempo possibile. In un senso o nell'altro.

Il 18 maggio è vicino. È la data indicata dal governo per la ripresa degli allenamenti per gli sport di squadra, una ripartenza che va predisposta attraverso interventi che richiedono comunque una fase di preparazione. Entro il 25 maggio, inoltre, la Uefa attende dalla Federcalcio il piano per la ripresa (o la sospensione) della stagione calcistica in Italia. Per questo il calcio italiano attende una risposta, consapevole che l'ago della bilancia resta sempre lo stesso: il parere del comitato tecnico-scientifico sul protocollo medico predisposto dalla Figc per il ritorno agli allenamenti di gruppo.

Il nuovo incontro fissato per discuterne, nella giornata di giovedì 7 maggio, potrebbe essere risolutivo. Sul tavolo restano gli stessi quesiti di una settimana fa, ancora irrisolti: cosa succede in caso di nuovo contagio all'interno di una squadra? E nel caso, di chi sarà la responsabilità? Risposte che per certi versi sono attese anche dall'interno del mondo del calcio, con i medici dei club preoccupati dalle possibili conseguenze di una nuova positività. L'esito della riunione sarà trasmesso al governo e il premier Conte valuterà in prima persona le misure da adottare. Con il supporto di Spadafora, mai sfiduciato, come confermato a ‘Il Fatto Quotidiano'.

"Convocheremo anche il mondo dello sport e del calcio, insieme al ministro Spadafora, per fare il punto: raccoglieremo le istanze della Federcalcio e delle altre federazioni per avere un quadro condiviso della ripresa delle attività sportive. Non ho ancora messo mano al dossier calcio, ma sentiremo e concorderemo. C’è il ministro, che ha fatto un ottimo lavoro, ma è giusto che tutti gli stakeholders del calcio e dello sport abbiano un confronto col governo ai massimi livelli. Ovviamente tenendo presenti le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico".

L'apertura di Conte al confronto ha contribuito a rasserenare gli animi nel mondo del calcio. È la garanzia che qualunque decisione verrà presa ai massimi livelli e che lo stop, nel caso, sarà opera del governo. Le condizioni auspicate dai club di Serie A, che restano sulla stessa posizione: la speranza è tornare in campo – volontà ribadita ripetutamente attraverso la Lega per tutelarsi in vista di prevedibili contenziosi sui diritti tv – ma ci si atterrà alle decisioni delle istituzioni. Da qualche giorno, nonostante la ripresa degli allenamenti individuali, si è fatta strada la presa di coscienza che la sospensione definitiva del campionato sia oggi l'epilogo più probabile. L'incontro tra il CTS e i medici della Figc potrà confermare o ribaltare questo scenario.