Richarlison accusa Bolsonaro, candidato di destra in Brasile, di aver rubato la sua isola privata: “Ho i documenti”
La stagione di Richarlison si sta trasformando in un incubo, dentro e fuori dal campo. Dopo l'esclusione dalla lista del Tottenham per la Premier League, l'attaccante brasiliano è finito al centro di una controversia che coinvolge Flávio Bolsonaro, candidato di destra alla presidenza del Brasile. Il giocatore sostiene di aver perso i diritti su un'isola acquistata regolarmente e contesta il loro trasferimento a una società collegata a Willer Tomaz, avvocato vicino al politico brasiliano.
La vicenda riguarda Ilha Comprida, nella zona di Angra dos Reis, nello Stato di Rio de Janeiro, e ha assunto una rilevanza particolare anche per la vicinanza delle elezioni presidenziali: Richarlison ha scelto di raccontare pubblicamente la propria versione, pubblicando sui social un video nel quale mostra documenti e ricostruisce le tappe dell'operazione immobiliare.
Richarlison mostra i documenti dell'acquisto
Il calciatore sostiene di aver acquistato i diritti di occupazione dell'area nell'ottobre 2020, investendo complessivamente circa 10 milioni di reais, equivalenti a circa 1,6 milioni di euro secondo la ricostruzione iniziale: la cifra comprenderebbe i pagamenti ai precedenti occupanti, i lavori di ristrutturazione e le spese per proteggere la proprietà dalle intrusioni.
"Ora vi mostrerò i documenti che provano che ho acquistato l'isola", ha dichiarato Richarlison nel video, affermando che l'operazione sarebbe stata condotta regolarmente e sottoposta alla giustizia di Rio de Janeiro.
Al centro della protesta c'è il successivo trasferimento dei diritti a una società legata a Willer Tomaz. Secondo il racconto dell'attaccante, inizialmente sarebbe stato manifestato interesse per l'acquisto dell'isola, ma dopo il suo rifiuto la situazione sarebbe cambiata, fino a sfociare in una controversia giudiziaria.
Richarlison contesta soprattutto la velocità con cui sarebbe stata gestita la procedura a favore dell'altro gruppo. Il brasiliano afferma di aver atteso quasi un anno per ricevere una risposta dalla Segreteria della Proprietà Federale, l'organismo competente per la regolamentazione dell'utilizzo dei terreni appartenenti allo Stato. Da qui la sua domanda sui diversi tempi della burocrazia: perché, sostiene, alcuni cittadini devono aspettare mesi mentre altre pratiche vengono risolte molto più rapidamente?

Il giocatore ha raccontato di aver tentato di contattare Flávio Bolsonaro ad aprile per trovare una soluzione, senza ricevere risposta. Ora chiede che gli vengano restituiti i diritti sull'immobile e sostiene di essere pronto a proseguire la battaglia nelle sedi competenti.
Le smentite e la denuncia alla Procura federale
Le accuse di Richarlison sono state respinte da Bolsonaro, che ha definito false le ricostruzioni del calciatore e negato qualsiasi illecito. Anche Tomaz sostiene di aver acquisito legalmente i diritti sul terreno e avrebbe dichiarato di aver pagato circa 5 milioni di reais per regolarizzare debiti fiscali pregressi.
È importante precisare che la controversia riguarda i diritti di occupazione e utilizzo di un terreno federale, non la proprietà privata dell'isola in senso tradizionale. I documenti mostrati dal calciatore rappresentano gli elementi sui quali fonda la propria posizione, ma non costituiscono da soli una decisione definitiva sulla legittimità dei passaggi contestati.

Il caso è arrivato anche all'attenzione della Procura federale brasiliana. Il collettivo Derrubando Muros ha presentato una denuncia chiedendo di verificare possibili irregolarità nel trasferimento dei diritti e l'eventuale presenza di favoritismi. La richiesta di indagine, tuttavia, non dimostra di per sé che siano stati commessi reati.
La vicenda si trascina da anni e ha attraversato diverse fasi giudiziarie e Richarlison afferma di aver consegnato a giornalisti e autorità un dossier contenente contratti, ricevute e conversazioni. Tra le sue richieste figurerebbero anche il ripristino della situazione precedente e il risarcimento dei danni subiti, compresa la demolizione di una casa presente sull'area.
Il caso esplode durante la campagna elettorale
La controversia ha assunto un peso ulteriore per la vicinanza del voto presidenziale, con Flávio Bolsonaro impegnato nella sfida politica contro Lula. La notorietà di Richarlison, uno dei calciatori brasiliani più conosciuti, ha contribuito a portare la disputa oltre i confini dello sport.

L'attaccante, che in passato ha espresso pubblicamente le proprie posizioni su temi sociali e politici, non ha nascosto la propria indignazione: Bolsonaro, invece, ha respinto le accuse, mentre la posizione di Tomaz resta legata alla disputa sui diritti dell'area. Saranno le autorità competenti a dover chiarire se il trasferimento sia avvenuto regolarmente e se esistano elementi che giustifichino ulteriori accertamenti. Nel frattempo, Richarlison continua a chiedere spiegazioni e a sostenere di avere le prove dell'acquisto.