Com’è andato il Portogallo senza Ronaldo: vittoria di gruppo, Jorge Jesus ha ragione (per il momento)

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Nella prima uscita della nazionale di Jorge Jesus senza il suo leader maximo, il Portogallo ha vinto in goleada. Compatto e coeso, andato ben oltre le singole individualità.

Era la partita più attesa, perché arrivava a poche ore dal grande strappo interno con un Cristiano Ronaldo ultra polemico e autoesclusosi dalla propria Nazionale, e circondata dalla grande curiosità di come avrebbero reagito in campo i compagni di Cr7 e l'atteggiamento di Jorge Jesus in panchina. Ne è risultato un Portogallo compatto, coeso per la causa, oltre le individualità e le giocate dei singoli, trovando una vittoria esterna in Danimarca dal valore specifico enorme. Che va ben oltre i semplici tre punti in palio e il poker finale.

Intanto, una premessa importante: Rafa Leao, che aveva ereditato la "7" nell'immediato post defezione di Cristiano Ronaldo, ha fatto rimpiangere in parte l'assenza di Cr7, restando in capo per circa 60 minuti ma senza mai incidere se non come al solito. Qualche folata e accelerazione spacca-difese ma solo estemporanei momenti di classe e bravura, seguendo l'oramai suo filo conduttore che si è visto ai tempi del Milan e che ha già fatto ammattire i tifosi del Galatasaray.

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Detto questo, però, sarebbe un torto intellettuale nei confronti della squadra vista in campo contro la Danimarca e delle scelte di Jorge Jesus dire che si sia sentita l'assenza del leader maximo, il grande assente, Cristiano Ronaldo. Sua sorella aveva tuonato, condannando la nazionale lusitana a meritarsi "l'anonimato" precedente l'avvento del fratello, oggi 41enne e da sempre punto di riferimento di compagni e tifosi. Perfetta Cassandra visti i 90 minuti di Copenhagen con quattro gol rifilati ai danesi lanciando i lusitani in vetta solitaria nel girone di Nations League a punteggio pieno.

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Dando piena ragione, al momento, anche a Jorge Jesus che ha dimostrato di avere in mano un gruppo di primissimo livello, composto da qualità e personalità da vendere. Riconfermando Ramos, bomber di continuità (secondo gol consecutivo in nazionale) in un 4-2-3-1 costruito sulle qualità tecnico e tattiche affidate a Neves e Vitinha, a segno, davanti alla difesa con Neto e Leao sulle fasce e Bruno Fernandes a guidare le manovre. Una squadra capace di andare in vantaggio tre volte, facendosi rimontare per due ma reagendo sempre mostrando di avere sempre la partita in mano. E anche quando Jesus ha messo mano, rimescolando le carte, il livello portoghese non è calato, anzi, ha trovato nei subentrati altra linfa vitale a favore della causa. Con buona pace di Ronaldo. Almeno per una sera.

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