Lo sfregio del Portogallo a Cristiano Ronaldo, la maglia numero 7 subito a Rafa Leao

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La maglia numero 7 di Cristiano Ronaldo col Portogallo passa a Rafa Leao.
La decisione della nazionale va oltre il semplice regolamento. La la tempestività della scelta e il calciatore individuato sono un segnale fortissimo dopo un addio polemico.

Meno di un giorno, al massimo qualche ora. Il Portogallo ha riassegnato la maglia numero 7 martedì sera dopo lo strappo di Cristiano Ronaldo con il commissario tecnico, Jorge Jesus, per la panchina contro la Norvegia. La indosserà Rafa Leao, che abitualmente ha la 17. Era un obbligo di regolamento? Sì, certo. L'addio forzato del CR7 e l'assenza per infortunio di Conceiçao ha ridotto a 23 il numero dei calciatori in rosa. E in Nations League la numerazione va proprio dall'1 al 23. Serviva colmare subito la casella rimasta vacante all'improvviso. Ed è stato un segnale molto forte, che prescinde dalla necessità di redigere una distinta per la Uefa. Dare all'episodio una lettura del genere è riduttivo, spiegazione che non sta in piedi.

Quello che spicca non è tanto la regola ma la scelta. La 7 poteva andare a un'altra figura rappresentativa dello spogliatoio come Bernardo Silva o Bruno Fernandes. Oppure a Gonçalo Ramos, che ha preso il suo posto nella sfida con gli scandinavi e Jorge Jesus ha tenuto in campo per tutto il match. Invece, no. È andata a Leao che in nazionale è arrivato con zero gol e zero assist da quando è in Turchia, attirando addirittura su di sé critiche feroci per il rendimento al di sotto delle attese e il suo approccio. È questo il segnale che pesa: non la semplice ricollocazione della divisa, ma la persona che la prenderà.

Jorge Jesus martedì aveva detto: "Nessun giocatore mi farà cambiare idea, né lui né nessun presidente". CR7 s'è sentito tradito, è la versione fatta trapelare attraverso un giornalista a lui molto vicino dai tempi del Real Madrid (Aguirre). "A tempo debito saprete tutta la verità", è la frase sibillina che ha aggiunto a corredo di 24 ore furiose. Il campione lusitano ha mollato tutti (non ha salutato nemmeno i compagni di squadra) ed è salito a bordo del suo jet.

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CR7 ha lasciato la nazionale in forte polemica con il ct.

Nemmeno è servito il tentativo da parte dei dirigenti e dello staff di fermarlo e convincerlo a ragionare. E il fatto stesso che la sua casacca storica (che aveva ereditato a sua volta da Figo nel 2007) sia finita già sulle spalle di qualcun altro in così poco tempo è sembrato quasi un necrologio.

Il Portogallo non ha aspettato il "tempo debito". Ha cambiato il nome sotto al 7 mentre l'aereo di Cristiano Ronaldo era ancora in volo per la Spagna. Dopo 234 presenze e 146 gol, l'addio alla nazionale non è stato un degno epilogo per tutto quanto ha fatto in carriera con quella maglia che è divenuta iconica (oltre che un brand di marketing). Dal match con la Danimarca in poi, la 7  non sarà più CR7 che rischia anche sanzioni severe. Sarà RL7, di Rafa Leao. E la fotografia è tutta lì.

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